Ricoh Europe – Cambiamenti guidati dalla tecnologia: il Settore dell’Istruzione è il più ottimi

8 Aprile 2013, di Redazione Wall Street Italia

Ricoh Europe – In merito ai cambiamenti tecnologici che stanno impattando sulle aziende, i responsabili del Settore dell’Istruzione sono più ottimisti rispetto ai loro colleghi dei Servizi Finanziari, della Sanità e del Settore Pubblico. Il 90% dei manager del Settore dell’istruzione, la percentuale più alta tra tutti i settori coinvolti nella ricerca, ritiene che la tecnologia ha migliorato l’immaginazione e creatività sul posto di lavoro e l’80% afferma che la tecnologia ha contribuito a far crescere il livello di produttività. Questo è quanto emerge dallo studio “Humans and Machines” (Uomini e Macchine) condotto dall’Economist Intelligence Unit e sponsorizzato da Ricoh Europe. L’obiettivo della ricerca è analizzare – con focus su differenti settori di mercato – in che modo la tecnologia sta impattando sulla creatività e l’intuizione delle persone. La maggioranza dei responsabili del Settore dell’Istruzione (71%) dichiara che la tecnologia li ha aiutati a prendere decisioni corrette. Un ulteriore 72%, di nuovo la percentuale più alta tra i settori coinvolti nello studio, afferma che l’interazione tra persone e tecnologia porterà vantaggi significativi per tutta l’economia. Tuttavia, quando si tratta di tradurre l’ottimismo in risultati tangibili, la sfida più impegnativa consiste nel fatto che la tecnologia evolve con maggiore rapidità rispetto ai processi interni e alle modalità operative. Questa è l’opinione espressa da oltre metà dei responsabili di questo settore (52%). Quasi 9 intervistati su 10 (88%) si trovano d’accordo nel ritenere che l’interazione fra uomo e tecnologia creerà valore unicamente se le persone utilizzeranno la creatività nel gestire i processi alla base di questa interazione. “I responsabili del Settore dell’Istruzione sono sempre più ottimisti e focalizzati sulla trasformazione futura” afferma Carsten Bruhn, Executive Vice President di Ricoh Europe. “Il cambiamento è rapido, guidato dalla tecnologia e incoraggiato dai nuovi studenti. L’innovazione sta anche portando a rivedere i processi amministrativi e le modalità di insegnamento. Ora è necessario implementare processi efficienti in tutti i reparti al fine di migliorare i servizi agli studenti”. Coloro che saranno in grado di tenere il passo con i cambiamenti tecnologici raggiungeranno traguardi importanti. Ad esempio le università possono utilizzare i Big Data e l’analisi delle informazioni per migliorare i processi e restare competitive. Grazie alla digitalizzazione e ai data analytics, le università possono migliorare le interazioni con gli studenti basandosi sulle informazioni relative al percorso di studio e agli interessi personali. Questo processo di innovazione contribuisce inoltre a ridurre i costi per le attività di marketing e la produzione documentale. Adottando un approccio on demand diminuiscono infatti i volumi di documenti cartacei e, di conseguenza, i costi per l’archiviazione. Ulteriori margini di efficienza possono essere raggiunti gestendo i dati mediante servizi cloud che migliorano la flessibilità organizzativa e la capacità del Settore dell’Istruzione di adattarsi ai futuri cambiamenti. La maggiore efficienza costituisce un punto a favore per le realtà di questo settore che desiderano ottenere fondi dalla Commissione Europea che ha stanziato ulteriori 150 milioni di euro all’anno a livello europeo1. La Commissione Europea ha stabilito che per ottenere i fondi le università devono dimostrare un utilizzo efficiente delle risorse esistenti. L’efficienza e la competitività sono elementi sempre più imprescindibili anche come conseguenza della maggiore diffusione dei Massive Open Online Courses (MOOC). Questo modello rende possibile un’istruzione democratica, consentendo di frequentare corsi universitari a milioni di persone che altrimenti non avrebbero questa possibilità. Fino a oggi questi corsi sono particolarmente diffusi negli Stati Uniti cambiando il volto dell’istruzione universitaria e perfino secondaria. In futuro la competizione potrebbe anche includere il mondo delle aziende: nel report dell’Economist Intelligence Unit viene messa in evidenza l’opinione di Wim Westera, fisico e tecnologo dell’Education della Open University in Olanda. Egli afferma: “Se l’istruzione superiore resterà invariata e continuerà a essere basata su modelli didattici ottocenteschi, nel giro di un decennio verrà superata dalla Google University e dalla Walt Disney University”. Gli intervistati ritengono che il contributo delle persone è oggi fondamentale nel Settore dell’Istruzione e continuerà a esserlo anche in futuro. Secondo i responsabili le attività in cui l’intuizione dell’uomo è maggiormente decisiva sono l’insegnamento (34%) e la realizzazione di nuovi materiali didattici (27%). È quindi molto probabile che in futuro, come conseguenza dei cambiamenti guidati dalla tecnologia, insegnati e docenti universitari continueranno a rimanere centrali nell’insegnamento ricoprendo però un nuovo ruolo. Conclude Carsten Bruhn: “Gli intervistati coinvolti nello studio apprezzano i vantaggi che la tecnologia sta portando al sistema educativo. Tuttavia, il cambiamento e la trasformazione delle modalità operative avranno un impatto positivo solo se riusciranno a favorire lo sviluppo di una economia basata sulla conoscenza e a rispondere alle esigenze delle prossime generazioni”. Per ulteriori informazioni e per scaricare le ricerche: www.ricoh.it/thoughtleadership Per informazioni su Ricoh: www.ricoh.it La ricerca Le informazioni contenute nel comunicato stampa e nel white paper sono il risultato di due lavori realizzati dall’Economist Intelligence Unit. Il primo riguarda una ricerca che ha coinvolto 432 alti dirigenti. La ricerca, condotta nei mesi di novembre e dicembre 2012, aveva l’obiettivo di raccogliere la loro opinione in merito all’interrelazione nella loro azienda tra la tecnologia e l’immaginazione delle persone. L’indagine è stata realizzata a livello globale coinvolgendo aziende ripartite tra Europa, Nord America e Asia-Pacifico. Tutti gli intervistati occupano un livello senior: il 50% appartiene alla C-class oppure fa parte del consiglio d’amministrazione. Le aziende coinvolte operano in oltre 20 settori differenti tra cui: Settore Finanziario, Istruzione, Settore Pubblico (inclusa la Sanità), Produttivo e Tecnologico. Oltre metà delle aziende che hanno partecipato alla ricerca (53%) realizza un fatturato annuo superiore ai 500 milioni di dollari USA, mentre una su cinque un fatturato annuo pari o superiore ai 10 miliardi di dollari USA. A completamento della ricerca sono state realizzate 20 interviste approfondite a importanti opinion leader in ambito aziendale e tecnologico e anche a dirigenti executive di diversi settori. Ricoh Ricoh è un Gruppo multinazionale che fornisce soluzioni per la stampa office e per il production printing, servizi documentali e servizi IT. Con sede principale a Tokyo, Ricoh è presente in oltre 200 Paesi e nell’anno fiscale conclusosi a marzo 2012 ha realizzato un fatturato di 1.903 miliardi di yen (circa 23 miliardi di dollari). La maggior parte del fatturato del Gruppo deriva dalla vendita di prodotti, di soluzioni e di servizi che migliorano la gestione della informazioni. Ricoh produce inoltre fotocamere digitali, che hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, e altri prodotti industriali. Ricoh è conosciuta nel mercato per la qualità delle tecnologie, gli elevati standard di servizio e le iniziative a favore della sostenibilità. Come espresso dalla tagline globale imagine. change. Ricoh aiuta le aziende a trasformare il modo in cui lavorano e a valorizzare l’immaginazione dei dipendenti.   Per ulteriori informazioni potete visitare il sito:   www.ricoh.it       Seguici su: 1 http://europa.eu/legislation_summaries/education_training_youth/lifelong_learning/c11078_en.htm

Contatti per la stampaMarta OldaniEditor & Media RelationsRicoh ItaliaTel. 02 91987680E-mail: [email protected] TomelleriCommunication ManagerRicoh ItaliaTel. 02 91987100E-mail: [email protected]