Rice rinuncia alla carica di Segretario di Stato al posto di Hillary Clinton

13 Dicembre 2012, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK – L’ambasciatore degli Stati Uniti all’Onu, Susan Rice ha gettato la spugna dopo la feroce lotta ingaggiata contro di lei dai repubblicani per la questione dell’attacco al consolato Usa di Bengasi, in Libia, e ha annunciato di rinunciare alla candidatura a Segretario di Stato al posto di Hillary Clinton. La news e’ stata lanciata in diretta dalla rete televisiva NBC. Secondo i primi rumor il nuovo candidato alla carica di segretario di Stato sara’ John Kerry, ex candidato democratico alla Casa Bianca nelle presidenziali di 8 anni fa, quando vinse George W. Bush.

Kerry sara’ un ottimo segretario di Stato, preparato, qualificato e motivato. Kerry sara’ anche il primo uomo a guidare la diplomazia americana dopo ben 20 anni di donne in quella posizione: Madeleine Albright per i due mandati di Bill Clinton, Condoleezza Rice per i due mandati di George W. Bush, e Hillary Clinton negli ultimi 4 anni di Obama.

In una lettera al presidente Usa Barack Obama, spiegando la sua decisione, Susan Rice scrive: “Se fossi nominata, il processo di conferma sarebbe lungo, distruttivo e costoso e di disturbo a te e alle nostre priorità nazionali e internazionali”, ha scritto rivolgendosi al presidente. Obama ha confermato di avere parlato con Rice e di avere “accettato la sua decisione di eliminare il suo nome da quelli da prendere in considerazione per la carica di segretario di Stato. Per due decenni Susan ha dato prova di essere straordinariamente capace, patriottica e appasionata. Sono grato che Susan continuerà ad essere ambasciatrice alle Nazioni unite”. L’inquilino della Casa Bianca ha aggiunto di essere molto dispiaciuto per le critiche rivolte a Rice sui commenti rilasciati dopo l’attentato a Bengasi.

Insomma fiutando il clima avvelenato e il prolungarsi della campagna contro di lei inscenata con una ferocia senza precedenti dal Partito Repubblicano, l’ambasciatore Usa all’Onu ha preferito defilarsi prima ancora di essere candidata formalmente. Si tratta ovviamente di un colpo diretto inferto al Presidente Obama.

Susan Rice, 48 anni, Rhode Scholar (come Bill e Hillary Clinton) e’ stata fatta oggetto di una campagna denigratoria violenta, orchestata da Fox TV e dai radio talk show di destra e da parte dell’ala piu’ oltranzista del partito repubblicano. La faziosita’ e velenosita’ senza precedenti sono state alimentate soprattutto da John McCain, un vecchio ormai rancoroso per le molte sconfitte politiche recenti, anche lui ex candidato trombato alle elezioni presidenziali.

Rice e’ amica personale da molti anni del presidente Obama, i repubblicani non hanno mai sopportato, nonostante fosse super-qualificata in termini di carriera e carattere, per il lavoro di Segretario di Stato, che l’ambasciatore Rice fosse una donna nera combattiva e tosta. Continua a pesare insomma quel fattore “razzismo” che con Obama alla Casa Bianca corre con violenza nelle vene della destra populista vicina al Tea Party, la fazione che ha ormai preso in ostaggio il partito repubblicano (facendo pero’ perdere le elezioni).

Il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, si era assunta in pieno la responsabilità della gestione della sicurezza al consolato Usa di Bengasi, in Libia, dove lo scorso 11 settembre furono uccisi in un attacco l’ambasciatore Chris Stevens e altri tre membri dello staff diplomatico statunitense.

“Mi assumo la responsabilità”, aveva detto la Clinton respingendo le critiche dei repubblicani contro l’amministrazione Obama e appunto contro Susan Rice, quando negli ultimi giorni della campagna elettorale per la corsa alla Casa Bianca le polemiche su Bengasi montarono a livelli altissimi.

Rice in 5 trasmissioni televisive due settimane dopo l’attacco al consolato di Bengasi spiego’ che non era stata Al Qaeda ad organizzare il blitz in cui mori’ l’ambasciatore Chris Stevens. L’ambasciatore sostennne questa tesi avendo ricevuto dalla Cia un memo “non secretato”, solo che la Cia vari giorni dopo affermo’ che quel memo era solo un “talking poi” per una fascia ampia di funzionari dell’amministrazione, mentre dall’intelligence piu’ accurata e “secretata” si individuava invece fin da subito la responsabilita’ dei terroristi di Al Qaeda nell’attacco di Bengasi.

Per la Cia, fu la news successiva, era chiaro sin dall’inizio il coinvolgimento di al Qaeda nell’attacco al consolato. Ma il memo fu edulcorato – probabilmente da altre agenzie d’intelligence federali – e la posizione dell’amministrazione tenuta inizialmente sull’ipotesi della dimostrazione nata spontaneamente per protestare contro il film anti-islamico ‘Innocence of Muslims’.

A sostenerlo è stato il generale David Petraeus, ex direttore della Cia, dimessosi per uno scandalo sessuale/sentimentale, davanti alla commissione d’intelligence della Camera, secondo il resoconto del deputato Peter King, riportato dal Washington Post. Petraeus, nei 90 minuti trascorsi davanti alla commissione, avrebbe dichiarato che la Cia consegnò informazioni diverse sull’attentato, rispetto a quelle poi pubblicamente rese note dall’ambasciatrice statunitense all’Onu, Susan Rice, da quel momento subissata dalle violente critiche dei repubblicani fino a quando, oggi, ha fatto il grand rifiuto.

Rice rimane comunque nell’amministrazione Obama per il secondo mandato.