REPORT DA ALLARME ROSSO: MORGAN STANLEY PREVEDE CRISI DEBITO UK NEL 2010

1 Dicembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

“La Gran Bretagna rischia di diventare il primo paese tra le economie del G8 a rischiare una fuga di capitali e lo scoppio fragoroso di una crisi sul debito sovrano nei prossimi mesi” ha scritto ai clienti Morgan Stanley. Per la banca americana c’e’ il pericolo che un “miscela tossica di problemi” arrivi al capolinea il prossimo anno, sull’onda dei timori che Westminster non sia in grado di recuperare la credibilita’ fiscale.

Il rapporto di Morgan Stanley, intitolato “Tougher Times in 2010” (Tempi piu’ duri nel 2010) reso pubblico ieri sera in un articolo di Ambrose Evans-Pritchard pubblicato sul Telegraph online, non e’ legato in nessun modo alla debacle del Dubai, ma e’ un avvertimento sul fatto che le nazioni hanno “semplicemente comprato tempo dutante la crisi, ricorrendo agli stimoli fiscali e spostando le perdite private sui bilanci pubblici”.

“I salvataggi – per quanto necessari – non hanno risolto il problema sottostante. Hanno fatto accumulare una seconda serie di difficolta’ degradando il debito sovrano dei paesi di mezzo mondo”, scrive Evans-Pritchard. Per quanto riguarda Londra, si legge nel report di Morgan Stanley (preparato dal team di investimento in Europa della banca composto da Ronan Carr, Teun Draaisma e Graham Secker) “i crescenti timori sul Parlamento inglese spaccato a meta’ peserebbero negativamente sia sulla sterlina sia sul rendimento dei bond UK, il che rappresenterebbe qualcosa di simile a un salto nel buio, e aumenterebbe le probabilita’ che qualcuna delle agenzie di rating rimuova il rating AAA della Gran Bretagna”.

La Banca d’Inghilterra sarebbe costretta ad alzare i tassi, mettendo a repentaglio la ripresa (UK e’ l’unico paese d’Europa ancora in recessione), la sterlina crollerebbe di un altro 10% rispetto ad un paniere di valute ponderate in termini di scambi commerciali, il che rappresenterebbe – unito ai cali degli ultimi 2 anni – il peggior crollo del pound dai tempi della rivoluzione industriale, superiore perfino al -30% dai massimi, ai tempi in cui la Gran Bretagna fu costretta a fuoriuscire dal Gold Standard durante il caos economico del 1931.

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Per Morgan Stanley, sempre secondo l’articolo del Telegraph, questa catena di eventi farebbe schizzare i rendimenti sui gilts UK di almeno 150 punti base. La borsa di Londra andrebbe probabilmente bene, ma i costi dell’accesso al credito salirebbero ben oltre il 5%, il livello che vediamo oggi in Grecia e un livello ben piu’ alto rispetto ad altri paesi come Italia, Messico e Brasile (indicati – parrebbe – come nazioni deboli della catena).

Nel rapporto Morgan Stanley scrive infine che i possibili guai di Londra sono soltanto una delle tre “sorprese” che gli ninvestitori si devono aspettare nel 2010. Le altre due sono: 1) il rimbalzo del dollaro; 2) la buona performance in borsa delle azioni del settore farmaceutico.

Fonte: Telegraph online