Renzi torna rottamatore: “Basta primarie, riprendo il partito”

16 Giugno 2015, di Redazione Wall Street Italia

ROMA (WSI) – Con una certa arroganza ma anche con la personalità che gli ha permesso la popolarità di cui ancora gode, il primo ministro Matteo Renzi vuole tornare “rottamatore”. Dopo la sconfitta del suo partito in diverse città e regioni chiave, come Venezia e Liguria, l’ex sindaco di Firenze minaccia di mettere fine alla stagione delle primarie e annuncia l’intenzione di “riprendere in mano” il PD.

“Queste elezioni dicono con chiarezza che con il Renzi 2 non si vince. Devo tornare a fare il Renzi 1. Infischiarmene dei D`Attorre e dei Fassina e riprendere in mano il partito”.

Lo dice il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, in una intervista alla Stampa. “Una cosa è certa, le primarie sono in crisi. Dipendesse da me, la loro stagione sarebbe finita”.

“Casson, Paita, De Luca, Emiliano, Moretti. Io in quelle scelte non ho messo bocca”, ragiona il premier. “Era scritto che Casson perdesse. A Venezia mi è venuto incontro un signore: ‘Salve, sono l`unico renziano della città’. Era Brugnaro, il candidato del centrodestra che ci ha battuto. Questo è un paese moderato, vince chi occupa il centro. Con personalità. Perché se invece degli originali corrono le copie, allora non funziona. In Liguria la Paita non ha perso perché il candidato di Civati le ha tolto dei voti che probabilmente non sarebbero andati comunque a lei. Ha perso perché nell’ultima settimana il 5 per cento degli elettori di centro si è spostato verso Toti”.

Quanto alla sconfitta di Arezzo, Renzi spiega: “Storicamente ad Arezzo abbiamo vinto solo quando il candidato si chiamava Fanfani. L`ultimo è stato Fanfani Beppe. I miei giudizi sul voto di domenica non sono in bianco e nero. In alcuni casi, è vero, perdiamo per mancanza di organizzazione. In altri però, come a Mantova, vinciamo dove la Lega è forte. La verità è che ormai la gente vota come le pare, sulla base della persona”.

“Al governo – conclude Renzi – abbiamo fatto cose tecnicamente straordinarie. Anche l`immagine all`esterno è molto migliorata. Da oggi le riforme sono più vicine, non più lontane. Adesso dovrò aumentare i giri, non diminuirli. Devo tornare a fare il Renzi pure nel Pd. E farlo davvero. Infischiandomene delle reazioni per aprire una discussione dentro il mio partito. Al governo non c`è mai stata un`infornata di persone in gamba come a questo giro”.

“Penso alle nomine che abbiamo fatto: De Scalzi all`Eni, Starace all`Enel e Moretti a Finmeccanica. La vera accusa che mi si dovrebbe rivolgere non è di avere messo i miei al governo, ma di non averli messi nel partito. Non ho messo bocca perché pensavo che astenermi fosse un presupposto per stare tutti insieme. E poi ci siamo dimenticati cosa scrivevano di me? L`arroganza al potere, la democratura! Ah, ma adesso basta, si cambia. Anche perché tra un anno si vota nelle grandi città. Torino, Milano, Bologna, Napoli, forse Roma”. Quanto a Roma, “se torna Renzi 1, fossi in Marino non starei tranquillo”.

(DaC)