Rehn: “Italia potrebbe non raggiungere il pareggio nel 2013”

11 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

Siena – Tassi di interesse: in area Euro, la nomina da parte di Napolitano dell’ex commissario Ue alla competizione Mario Monti a senatore a vita e la disponibilità di buona parte delle forze politiche italiane ad appoggiare un governo da lui guidato, hanno momentaneamente rassicurato gli operatori che restano così in attesa dell’approvazione della legge di stabilità attesa per il fine settimana.

Tutto ciò, unito agli acquisti da parte della Bce di bond italiani (come riferito da Reuters), ha contribuito al restringimento dello spread sul decennale che si è così portato a 510 pb ed al ritorno in positivo di quello sul 2-10 anni. Il rendimento sul titolo decennale italiano è inoltre sceso sotto il 7%. Allo stesso tempo l’asta Bot a 12 mesi ha visto collocare tutti i 5 Mld€ offerti dal Tesoro italiano con un rapporto domanda/offerta dell’1,99.

È continuato invece a salire il differenziale sul decennale francese che ha registrato un nuovo record a 168 pb. A pesare sullo spread francese è stata soprattutto la diffusione della notizia secondo cui S&P era in procinto di ridurre il rating AAA della Francia. L’agenzia in seguito, a mercati europei chiusi, ha annunciato che si è trattato di un errore tecnico e che il rating ed il giudizio sul debito francese restano invariati.

La mattinata si è aperta con spread sul decennale in calo sotto i 500 pb e listini azionari in rialzo.

Il Commissario agli Affari Economici Monetari Rehn, durante la presentazione delle nuove stime di crescita, ha ribadito la necessità per l’Italia di intervenire su lavoro, fisco e dipendenti della pubblica amministrazione e che a condizioni economiche invariate l’Italia potrebbe non raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013 così come stimato in precedenza. Ci sarà quindi bisogno di misure aggiuntive.

Secondo la Commissione europea nel 2011 il Pil italiano crescerà dello 0,5% dall’1% stimato in primavera e nel 2012 dello 0,1% dall’1,3%. Il Pil dell’intera area crescerà dell’1,5% e 0,5% nel 2011 e 2012, mentre quello tedesco del 2,9% e 0,8% rispettivamente. In Grecia l’ex vice presidente della Bce Papademos è stato nominato primo ministro del nuovo governo di unità nazionale che dovrà approvare le misure necessarie all’ottenimento del secondo piano di aiuti internazionali.

L’amministratore delegato dell’Efsf, Regling, ha dichiarato che dal prossimo mese il fondo emetterà titoli a tre, sei e dodici mesi. Regling, ha anche aggiunto che il fondo salva stati è pronto ad aiutare l’Italia nel caso il paese avesse urgentemente bisogno di un sostegno finanziario nei prossimi giorni. Attraverso l’emissione di titoli a breve il fondo potrebbe infatti raccogliere credito in poco tempo.

Negli Usa i tassi di mercato governativo hanno chiuso in rialzo in una giornata che ha visto i listini azionari in recupero dopo il forte calo di mercoledì. L’umore degli operatori sembra essere tornato positivo alla luce dei recenti sviluppi in Italia e di una serie di dati macro risultati superiori alle attese.

Il deficit della bilancia commerciale, che a settembre ha toccato il livello minimo da 7 mesi (43,1 Mld$ da 44,9), potrebbe infatti portare ad un miglioramento della contribuzione delle esportazioni nette nella prossima lettura del Pil del terzo trimestre.

Sul fronte Fed, Bernanke ha rinnovato, in un discorso tenutosi ieri, la preoccupazione per un livello di disoccupazione che continua a rimanere su livelli “spiacevolmente alti”. Il governatore ha dichiarato che l’istituto si sta concentrando “intensamente” nel cercare di promuovere la creazione di posti di lavoro ed allo stesso tempo far si che le aspettative di inflazione rimangano sotto controllo nell’immediato futuro. Il governatore ha inoltre ribadito che l’intenzione della Fed non è mai stata quella di sopportare interamente il peso di stimolare la crescita e che ciò deve avvenire con il contributo del governo.

Valute: euro in lieve apprezzamento vs dollaro con il cross che nella giornata di ieri, dopo esser sceso temporaneamente sotto quota 1,35, è risalito sulla scia del clima positivo sui listini azionari. Al momento il cross si muove all’interno del range 1,3485-1,3650 e solo una rottura di questi livelli potrebbe portare ad un maggiore direzionalità.

Yen in lieve apprezzamento verso dollaro con il cross che continua a stazionare sotto quota 78. Stabile in prossimità di quota 105 il cross euro/yen. Primo supporto a 104,70; resistenza in area 106.

Materie Prime: ieri giornata volatile, con le commodity che hanno provato a seguire il rimbalzo del mercato azionario. All’interno dell’indice GSCI la miglior performance è stata registrata dal cotone (+2,4) e dagli energetici nel loro complesso, guidati dal greggio Wti (+2,1%). Il rialzo meno marcato per il Brent (1,2%) ha portato lo spread di prezzo rispetto al Wti in prossimità di 16$, ai minimi da giugno.

Ancora forti ribassi sulla scia degli ultimi giorni per il grano (-3,6%) e per il cacao (-2,6%). In mattinata oro sui 1.760 $/oncia.

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