Rehn: ecco le riforme di cui l’Italia ha un disperato bisogno

5 Agosto 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Il Pil italiano ci dice che l’economia rischia di non avere la forza sufficiente per resistere alla crisi, mentre ai livelli attuali il debito e’ insostenibile. Per questo motivo, dice il commissario degli affari economici e monetari dell’Ue Olli Rehn, pur riconoscendo che l’Italia e la Spagna sono sulla buona strada, bisogna fare di piu’.

C’e’ ancora tanto da fare, ma le misure intraprese finora sono promettenti: “E’ corretto dire che entrambi i paesi hanno ancora molto da fare nelle politiche fiscalim, ma hanno gia’ fatto a sufficienza per raggiungere gli obiettivi molto sensibili”, dice Rehn in un’intervista con Cnbc Usa.

L’obiettivo di Roma e Madrid deve essere quello di avere finanze pubbliche sostenibili e una buona crescita economica. Quanto fatto finora e’ promettente ma bisogna fare di piu’. Le ricette di Rehn sono: “Liberalizzare l’economia, aprire le professioni e riformare il mercato del lavoro”.

“Entrambi i paesi stanno lavorando per arrivare ad una crescita sufficiente. Devono essere in grado di varare misure per alimentare la crescita”.

Rehn non ha lasciato trapelare molte altre informazioni e proprio questo e’ uno dei problemi delle autorita’ dell’area euro. Lasciano i mercati nell’incertezza. Il silenzio prolungato viene intepretato come un’insicurezza sulle misure da intraprendere per trovare una soluzione alla crisi del debito sovrano.

Per Rehn l’atteggiamento dei mercati e’ “incomprensibile”. Gli investitori “si sbagliano, il mio incoraggiamento a chiunque e’ di rimanere calmi e guardare ai fondamentali economici”, ha aggiunto il commissario, facendo intendere che l’Ue mettera’ in atto i meccanismi giusti in atto.

A questo proposito, il fondo salva stati EFSF, le cui dimensioni e funzionamente vengono tenuti sottto strettissima osservazione dai mercati, “e’ stato reso piu’ flessibile e puo’ intervenire nel mercato secondario e finanziare la ricapitalizzazione degli istituti”, ha sottolineato Rehn.

Il commissario non ha voluto parlare di numeri, ma e’ chiaro che il fondo deve essere ingrandito, oltre che reso piu’ flessibile. Il problema e’ che se Rehn non e’ voluto entrare in merito, il perche’ e’ no solo: la Germania non e’ della partita.

Rehn ha confidato di approvare la decisione della Bce di intraprendere un’azione sui mercati secondari, aggiungendo che c’e’ “la volonta’ politica dei leader Ue di fare quello che servira’ per sostenre l’area euro e assicurare stabilita’ e la ripresa”. Come a dire “Ognuno deve fare la sua parte”. Insomma, la solita solfa.