REGOLE HEDGE FUND: ECOFIN NON TROVA L’ACCORDO

17 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva, lasciando il differenziale 2-10 anni fermo a 212 pb. Scende invece sotto i 300 pb lo spread sul decennale Grecia-Germania.

L’agenzia di rating S&P ha confermato il proprio rating sulla Grecia, sostituendo il watch negativo con outlook negativo allontanando quindi per ora il rischio downgrade.

La riunione dell’Ecofin di ieri si è conclusa senza una decisione sulle nuove regole per gli hedge fund, i fondi private equity ed altri investimenti alternativi. La discussione sarà ripresa in un’altra riunione Ecofin entro il primo semestre dell’anno.

Uno dei punti di disaccordo riguarda le regole per i gestori di hedge fund con sede non Ue, categoria in cui il Regno Unito ha forti interessi, essendo Londra sede di diversi fondi di questo tipo.

Per la Gran Bretagna è importante infatti che l’autorizzazione di un solo paese permetta la commercializzazione dei fondi in tutta la Ue, conflitto questo che ha interessato anche gli Usa che hanno accusato la Ue di protezionismo.

Oggi in Germania è attesa l’emissione del Bund 2020 per un ammontare fino a 5 Mld€.

Negli Usa i tassi di mercato sono calati dopo che il comunicato della Fed ha ridotto le aspettative di un rialzo imminente dei tassi. Secondo i future sui Fed Fund, la probabilità di un aumento dei tassi entro settembre è calata al 26% dal 45%.

La Fed ha continuato a segnalare che un livello basso dei tassi sarà probabilmente garantito per un esteso periodo di tempo.

Ancora una volta Hoenig, presidente della Fed di Kansas City, ha espresso il proprio voto contrario giustificandolo col fatto che tale dichiarazione potrebbe portare alla creazione di squilibri finanziari ed aumentare i rischi relativi alla stabilità economica e finanziaria nel lungo periodo.

La Fed ha confermato l’attuale livello dei Fed Fund (range 0-0,25%) e la conclusione del programma di acquisti di Mbs e debito delle agenzie entro fine mese.

L’attività economica è vista in rafforzamento, con una stabilizzazione del mercato del lavoro e non sono presenti pressioni inflazionistiche. Le borse hanno reagito positivamente con l’indice S&P500 che ha superato in modo deciso soglia 1150 guidato dalle risorse base, finanziari ed energetici.

Oggi è attesa una testimonianza di Bernanke presso la House Financial Services Committee. Secondo il testo del discorso, ottenuto in via preliminare da Bloomberg News, il governatore dovrebbe dichiarare che la Fed è l’organo più qualificato per vigilare sulle maggiori istituzioni finanziarie. Inoltre la banca centrale dovrebbe mantenere tale funzione pure su quelle più piccole.

Questa settimana il presidente del comitato bancario del senato, Dodd, ha proposto una legge che limita i poteri di vigilanza della Fed alle istituzioni finanziarie con più di 50 Mld$ di asset.

In base a questa proposta, le altre banche sarebbero regolate dalla FDIC e dall’Office of the Comptroller of the Currency.

Valute: euro in apprezzamento vs dollaro sulla scia della notizia relativa al rating della Grecia. Questa mattina si è assistito ad un ulteriore deprezzamento che ha portato il cross in prossimità dell’area di resistenza 1,38-1,3850.

In termini tecnici, la rottura al rialzo di tale livello (confermata dalla chiusura odierna della sessione londinese) potrebbe dar luogo ad un movimento temporaneo fino a 1,40. Il supporto si colloca a 1,3650.

L’euro si è apprezzato anche nei confronti dello yen, con il cross che si colloca ancora al di sotto della resistenza 125,30. Supporto importante a 124.

Nella notte la BoJ ha raddoppiato il programma di prestiti a 3 mesi a tasso fisso per incoraggiare un calo dei tassi di mercato a lungo termine Due membri si sono opposti a tale decisione (Noda e Suda). Il tasso di riferimento overnight è stato lasciato allo 0,1% con decisione unanime.

Materie Prime: forte rialzo per gli energetici, ad eccezione del gas naturale (-1%). Greggio Wti (+2,4%) di nuovo sopra quota 82 $/b. Positivi anche metalli industriali e preziosi favoriti dal deprezzamento del dollaro. Misti gli agricoli con lo zucchero (- 5,9%) sceso a minimi da luglio 2009.

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