Regno Unito: sempre più vicino referendum su uscita dall’Ue

23 Ottobre 2012, di Redazione Wall Street Italia

LONDRA – “Lasciamo da parte la crisi europea e il bilancio governativo traballante e concentriamoci per un attimo su una frase che verrà detta oggi a Berlino da William Hague, il Segretario degli Esteri britannico”, durante un intervento, scrive sul suo blog Paul Goodman, blogger del Daily Telegraph ed ex parlamentare del partito dei Conservatori inglese.

Il Ministro degli Esteri pronuncerà queste parole: “Se noi non possiamo dimostrare ai nostri elettori che le decisioni vengano prese dai parlamenti nazionali, allora il sistema diventerà democraticamente insostenibile“.

“Hague è un uomo intelligente e sa bene che l’esercizio del potere nell’Unione Europea non funziona in questa maniera e sa anche che nessuno dei maggior stati europei sta spingendo per il contrario”, prosegue il giornalista direttore del sito conservatore politicamente influente “ConservativeHome”, sottolineando che “le decisioni sono sempre state prese dagli Stati membri rappresentati all’interno delle istituzioni europee”.

C’è solo un modo per dare un senso alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri, dove tra l’altro dichiara che “la delusione della Gran Bretagna nei confronti dell’Europa è ai minimi storici”: vuole abbandonare la nave dell’Europa Unita.

Può anche darsi che il primo ministro David Cameron, prima delle prossime elezioni, o subito dopo, abbia un colpo di fortuna e improvvisamente veda prendere vita l’unione fiscale in Europa, accompagnata dal solidificarsi dell’Eurozona in un unico blocco guidato dai tedeschi, mentre il resto dell’Ue collassa, dando cosí l’opportunità a lui e al suo Ministro degli Esteri di spingere per un nuovo accordo non federale con linee guida scelte espressamente da loro.

Ma se questo non avviene, rimarranno con un pugno di mosche in mano. Resteranno cocciutamente appigliati al loro manifesto, che conterra’ con ogni probabilita’ anche una proposta di voto popolare nel Regno Unito per chiedere l’uscita dall’Unione Europea.

“Se Cameron ottiene la maggioranza dei consensi, le chance sono che l’asse franco-tedesca, e forse gran parte dei paesi Ue, lo mandera’ a quel paese”.

La Germania e’ sempre piu’ impaziente dopo che Cameron ha minacciato di porre il suo veto alla proposta di un unico piano di bilancio pluriennale 2014-2020 all’interno del blocco a 27.

La Cancelliera Angela Merkel ha dimostrato di non apprezzare affatto l’atteggiamento degli inglesi nei confronti dei progetti in cantiere per un’Europa piu’ unita a livello fiscale e bancario (quanto a quello monetario, Londra si e’ sempre tenuta fuori dall’area euro).

In un’intervista allo Spiegel Merkel ha fatto riferimento a un’Europa nella quale i britannici sono al massimo spettatori in una galleria d’arte, paragonando Cameron e i britannici ai due pupazzi Statler e Waldorf, vecchi testardi protagonisti della serie comica Muppet Show.

Merkel ritiene insomma che Cameron sia una marionetta manovrata dal Regno Unito. In patria Cameron viene invece accusato di essere una marionetta manovrata dall’Ue. Rimane da scoprire qual e’ la versione che piu’ si avvicina al vero Cameron.