Regno Unito: debito al consumo causa danni mentali

20 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Il debito al consumo ha raggiunto quota 1.400 miliardi di sterline nel Regno Unito, quasi pari alla produzione economica nazionale complessiva. Un andamento che pare stia devastando la salute e il benessere mentale delle persone.

Il Guardian riporta che a soffrire maggiormente sono le persone più povere, dove il debito medio per famiglia è salito a 54 mila sterline, quasi il doppio rispetto a dieci anni fa.

Il rapporto, intitolato Maxed Out, ha anche rilevato che quasi la metà delle famiglie con il reddito più basso ha speso più di un quarto di questo per la restituzione del debito nel 2011 e, più di 5.000 persone, sono rimaste senza casa a causa dell’impossibilità di pagare i mutui o gli affitti.

Christian Guy, direttore del Centre for Social Justice, che ha redatto il rapporto, ha dichiarato: “Il problema del debito può avere un effetto corrosivo sulle persone e sulle famiglie e noi abbiamo voluto dimostrare come può causare il caos sulla salute mentale, sulle relazioni e sul benessere delle persone. In molte zone del Regno Unito vi sono persone e famiglie che rimangono sveglie tutta la notte per cercare di risolvere questo problema, preoccupate per le loro finanze”.

I punti più importanti del rapporto, scritto dall’ex ministro del Lavoro e delle pensioni Chris Pond, hanno rilevato che:

• il debito al consumo nel Regno Unito, tra cui mutui ipotecari, si attesta a 1,4 trilioni di sterline. Una media di 54 mila sterline per famiglia, rispetto alle 29 mila sterline di dieci anni fa.

• il debito dei consumatori si è triplicato dal 1993 ad oggi e ha raggiunto ora i 158 miliardi di sterline.

• Più di 8 milioni di famiglie non possiede risparmi.

• Il debito residuo sulle carte di credito si è quasi triplicato dal 1998 e ha raggiunto i 55,6 miliardi di sterline.

• Nel 2012 sono stati 300 mila gli arretrati sui mutui, con 34 mila case restituite. Si tratta di una riduzione del 30% dal picco della recessione, ma un incremento complessivo del 60% dal 2006.

La relazione ha inoltre rilevato che la decisione delle banche di rifiutare un credito a lungo termine ha portato ad un notevole aumento della domanda per quello a breve termine.

Diversi istituti di credito, come Payday, hanno aumentato la loro attività passando da 900 mila sterline nel 2008-09 a più di due miliardi di sterline attuali.

Infine è aumentato a 310 mila il numero delle persone che ricorrono agli usurai. Nel rapporto si può leggere: “Per la maggior parte delle persone a cui sono esclusi finanziamenti, spesso non vi è altra scelta che rivolgersi ad usurai illegali”.