Referendum Sardegna: abolite 4 province, cancellate indennita’

8 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – La Sardegna dimostra che il referendum puo’ essere usato come risposta di democrazia diretta a molte questioni, tra cui quella particolarmente sentita in tempi di crisi dalla gente della riduzione degli sprechi e dei privilegi dei politici. I cittadini sono andati a votare, nonostante il silenzio dei grandi media e hanno risposto all’appello per l’abrogazione delle nuove Province e degli stipendi dei consiglieri regionali.

Tutti i dieci i referendum sardi hanno superato il quorum: un grande sucesso dei promotori del si e un terremoto anticasta che ha provocato immediate conseguenze, come scrive La Nuova Sardegna.

“La prima è politica: Tore Cherchi, uno dei dirigenti più noti dell’isola, ha annunciato le dimissioni dalla presidenza di uno degli enti intermedi tagliati dal voto (è possibile che lo seguano anche altri)”.

“La seconda è amministrativa: da qui alla promulgazione dei risultati dovrà essere riempito il vuoto normativo provocato dall’abrogazione di Olbia-Tempio, Ogliastra, Medio Campidano e Carbonia-Iglesias perché altrimenti in quegli quasi ex enti sarebbero il caos”.

Gli elettori hanno approvato a larga maggioranza quattro referendum abrogativi per altrettante province. Olbia-Tempio, Ogliastra, Medio Campidano e Carbonia-Iglesias dovranno essere quindi cancellate a pochi anni dalla loro travagliata istituzione, iniziata con una serie di leggi a partire dal 1997.

Quasi il 66% dei votanti, inoltre, ha detto di essere favorevole all’abolizione
anche delle province di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano. In questo caso il referendum era consultivo ed e’ servito di conseguenza per ascoltare il parere popolare, ma non ci sono particolari vincoli che obbligheranno le istituzioni della regione ad assumere provvedimenti per cancellare le quattro province storiche.

Gli elettori sardi hanno anche votato a favore dell’elezione diretta del presidente della regione, “scelto attraverso elezioni primarie normate per legge”, con un altro referendum di tipo consultivo.

Con altri due quesiti referendari, i cittadini della Sardegna hanno detto di essere favorevoli alla riduzione dei componenti del Consiglio regionale e hanno votato l’abrogazione di un articolo di una legge regionale che stabilisce la competenza nel determinare i compensi dei consiglieri e il tetto massimo per i loro compensi

Gli elettori sardi hanno infine votato a favore con un referendum consultivo per l’abolizione dei consigli di amministrazione delle agenzie e degli enti strumentali della regione e a favore di un altro referendum consultivo, che ha ottenuto molti voti a favore, quasi il 97%, sulla riscrittura dello Statuto della regione. La proposta e’ che d’ora in avanti se ne occupi un’Assemblea costituente eletta direttamente dai cittadini della Sardegna. Anche in questo caso il referendum non e’ vincolante.

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Roma – In pochi ne hanno parlato, ma in questo fine settimana ricco di elezioni, in Sardegna si decideva l’abrogazione di province e la riduzione del numero dei consiglieri, per azzerare sprechi e privilegi dei politici. Ebbene, il quorum richiesto, di un terzo degli elettori, e’ stato raggiunto, seppure per poco.

Si profila una vittoria netta quella del partito dei Riformatori sardi, promotori dell’iniziativa e sostenuti trasversalmente da 120 sindaci, tra cui il governatore Ugo Cappellacci. I referendum sono stati votati da 525,651 sardi: alla chiusura delle urne domenica 6 maggio alle 22 avevano votato il 35,50% degli aventi diritto.

Dei 10 quesiti (Regione Autonoma Sardegna – Referendum 2012), cinque sono abrogativi, mentre gli altri consultivi. Tra questi, la riduzione dei consiglieri regionali da 80 a 50, l’abolizione delle province storiche di Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano e l’abrogazione della legge istitutiva delle province di Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio.

L’unico quesito a non superare la soglia del 33,3% e’ quello relativo all’abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione, che si ferma al 32,73%.

Mentre lo spoglio delle schede si avvia a volgere al termine – i risultati ufficiali definitivi si conosceranno questo pomeriggio – per il momento i voti pro abrogazione hanno superato il 90% in tutti i quesiti, tranne in quello relativo alle vecchie province, che si ferma al 60,82%. In quello sulla riduzione dei componenti del Consiglio regionale i si hanno raggiuto ben il 98,6%: e’ l’unico al di sopra del 98%.

Riassumendo, con questo risultato – tutto fa pensare al si anche perche’ gli esponenti politici contrari avevano esortato all’astensione – dovrebbero essere abolite le quattro province istituite nel 2001 (Carbonia Iglesias, Medio Campidano, Olbia Tempio e Ogliastra).

Inoltre, verranno tagliate le indennita’ dei consiglieri regionali. Tra gli altri cinque quesiti (quelli consultivi), spicca l’istituzione di un’Assemblea costituente per riscrivere lo statuto autonomo della Regione.

Grande la soddisfazione dei comitati promotori che temevano per il raggiungimento del quorum e che piu’ volte negli ultimi giorni avevano denunciato, soprattutto sui social network, “l’oscuramento dell’appuntamento referendario da parte dei media”.