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Reddito: bilanci, la trasparenza è la prima regola

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Il bilancio d’esercizio è redatto al termine di ogni periodo amministrativo allo scopo di determinare il reddito attribuibile all’esercizio e il collegato patrimonio di funzionamento.
La formazione di questo documento, che per la sua periodicità ricorrente è detto bilancio ordinario, richiede il rigoroso rispetto delle norme civilistiche e dei corretti principi contabili.
Con riferimento a momenti diversi dalla fine dell’esercizio, per ragioni specifiche, alcune norme prevedono la compilazione di particolari documenti: i bilanci infrannuali.
Bilanci infrannuali sono: il prospetto contabile richiesto ai fini della distribuzione di acconti sui dividendi; la situazione patrimoniale che gli amministratori devono sottoporre all’assemblea dei soci in caso di perdite superiori a un terzo del capitale sociale; i prospetti contabili che accompagnano la relazione semestrale che le società quotate in borsa devono redigere entro tre mesi dalla fine del primo semestre; e così via.
Nel corso della vita di un’azienda, però, vi possono essere circostanze eccezionali che richiedono la redazione di particolari prospetti contabili detti bilanci straordinari.
I criteri di valutazione applicati per la formazione dei bilanci straordinari sono diversi da quelli adottati per il bilancio d’esercizio perché mutano in ragione del particolare scopo perseguito nelle diverse circostanze aziendali.
Infatti, si tratta di determinare il valore del patrimonio in occasione di: costituzione dell’azienda; cessione o conferimento dell’azienda o di un ramo di essa; fusione, scissione, trasformazione o liquidazione volontaria della società; scioglimento del rapporto sociale nei confronti di un singolo socio nelle società di persone. L’inventario di costituzione è quello che va redatto all’inizio dell’esercizio dell’impresa con la descrizione e la valutazione delle attività e delle passività derivanti dai conferimenti eseguiti nella circostanza dal titolare o dai soci.
Esso è un bilancio che ha lo scopo di stabilire il valore del patrimonio netto iniziale delle aziende individuali e il valore del capitale sociale delle società.
La cessione è un’operazione con la quale si realizza il trasferimento di un complesso aziendale da un imprenditore ad un altro.
Quindi, le cessioni hanno per oggetto un insieme di beni fra loro coordinati in funzione dello svolgimento di un’attività di produzione e possono essere: cessioni in senso stretto, se il loro corrispettivo è un prezzo in denaro; conferimenti d’azienda, se i titolari dei complessi aziendali ceduti ricevono in cambio azioni o quote di una società preesistente o di nuova costituzione.
In entrambi i casi l’operazione straordinaria comporta il mutamento sia del soggetto giuridico sia del soggetto economico dell’azienda ceduta.
La scorporazione è un caso particolare di cessione con conferimento. Infatti, con essa una società già esistente stacca da sé uno o più rami d’azienda dando ad essi autonomia giuridica ed amministrativa mediante la costituzione di una o più nuove società e mantenendo in portafoglio, come partecipazioni, le corrispondenti azioni o quote delle scorporate.
La fusione è una forma di concentrazione aziendale mediante la quale due o più imprese aventi forma di società perdono la loro individualità economica e giuridica per dar vita ad un organismo produttivo di più vaste dimensioni.
La fusione per unione comporta lo scioglimento delle società partecipanti e la costituzione di una nuova società che ne rileva i patrimoni; la fusione per incorporazione consiste nell’assorbimento di una o più società, che si estinguono, da parte di una società già esistente alla vengono conferiti i patrimoni delle società cessanti.
La scissione è un’operazione inversa rispetto alla fusione perché porta al decentramento dell’azienda.
Con la scissione totale una società trasferisce tutto il suo patrimonio a più società; con la scissione parziale una società trasferisce una parte del suo patrimonio ad una o più società.
Quando le società beneficiarie dei trasferimenti sono società già esistenti si realizza una sorta di incorporazione frazionata e, quindi, si parla di scissione per incorporazione.
La trasformazione si ha quando la società realizza il cambiamento della sua forma giuridica.
La trasformazione può avvenire nell’ambito di forme sociali omogenee, di società di persone in società di capitali e, viceversa, di società di capitali in società di persone.
La liquidazione volontaria è l’operazione straordinaria con cui si attua la trasformazione del patrimonio aziendale in una somma di denaro attraverso il realizzo disgiunto delle attività e l’estinzione delle passività. La conversione dell’investimento aziendale in una somma di denaro è anche lo scopo della cessione d’azienda ma, a differenza di quest’ultima, la liquidazione porta alla totale disintegrazione dell’organismo aziendale ed alla vendita separata dei beni aziendali; perciò, la somma realizzabile con la liquidazione è normalmente inferiore a quella ottenibile con la cessione.

di Rosa Rutigliano