Recovery Plan: disco verde da Ecofin al piano italiano

13 Luglio 2021, di Mariangela Tessa

L’Ecofin riunito a Bruxelles  ha approvato oggi i Pnrr dei primi 12 Paesi che hanno avuto via libera da Bruxelles, tra cui l’Italia.  Oltre a Roma, atteso il disco verde per i piani preparati da Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia e Spagna. I restanti 15 stati membri Ue saranno valutati in un secondo momento.

Gentiloni: “nelle prossime settimane, i pre-finanziamenti”

I piani devono essere approvati da una maggioranza qualificata dei governi Ue, rendendo poco probabile la loro bocciatura. “Non ci aspettiamo sorprese”, ha riferito uno dei funzionari Ue coinvolto nel processo d’approvazione alla Reuters.

A fine giugno la Commissione europea ha inviato ai ministri delle Finanze una valutazione positiva per i primi 12 piani. Ha anche approvato a luglio le proposte della Slovenia, del Cipro, della Croazia e della Lituania, che saranno valutate dai ministri a fine luglio.

Arrivando al meeting, il Commissario europeo all’Economia Paolo Gentiloni ha detto che i 12 piani dovrebbero essere approvati oggi dai ministri.

“Nelle prossime settimane, l’erogazione dei pre-finanziamenti arriverà a questi 12 paesi”, ha detto.

I pre-finanziamenti ammontano fino al 13% dei quasi 700 miliardi di euro stanziati dall’Unione europea in aiuti a fondo perduto e prestiti, attraverso uno strumento straordinario per stimolare la ripresa post-pandemica. I fondi dovranno essere erogati entro due mesi dall’approvazione dei ministri Ue.

Fondi all’Italia: in 10 rate fino al 2026

In un articolo pubblicato su La Repubblica dall’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani, emerge intanto che il versamento all’Italia dei 191,5 miliardi del Recovery Fund avverrà in 10 rate fino al 2026.

Il governo italiano e la Commissione europea si sono accordati recentemente sulle 528 condizioni che l’Italia dovrà rispettare per ricevere queste risorse. Anche queste condizioni sono distribuite da qui al 2026 e riguardano l’implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Tra di esse – si spiega – ci sono traguardi qualitativi, concentrati nei primi anni, e obiettivi quantitativi, che prevalgono negli ultimi anni. Rispetto alla proposta iniziale del governo italiano, sono stati aggiunti 100 obiettivi e alcuni sono stati rivisti in senso più ambizioso.

Tuttavia, permangono tre criticità:

(i) le riforme sono inevitabilmente descritte in termini generali, per cui valutare l’adeguatezza di quanto approvato richiederà un forte elemento di soggettività;

(ii) gli obiettivi quantitativi, più oggettivi, sono quasi assenti nei primi anni;

(iii) mentre le erogazioni saranno più generose nei primi anni, le condizioni sono più numerose negli ultimi. In ogni caso, qualora si verificassero inadempimenti, la Commissione potrebbe optare per erogazioni parziali delle rate, anche se manca un criterio esplicito e quantitativo che colleghi condizioni e risorse.