Recovery Fund: ad un passo dall’approvazione

18 Luglio 2020, di Leopoldo Gasbarro

Anche gli olandesi starebbero cedendo.

I leader dell’Unione europea riuniti a Bruxelles per il secondo giorno sono ad un passo dalla conclusione di un accordo che accontenterebbe tutti, sia gli integralisti dei conti, quelli del Nord Europa, olandesi in testa, sia quelli del sud, quelli più in difficoltà, con l’Italia su tutti. L’accordo nasce su una nuova bozza di concordato che cerca di salvare capra e cavoli soddisfacendo in qualche modo le due anime europee. La nuova proposta, presentata nella serata di ieri, mantiene la dimensione complessiva del fondo da 750 miliardi di euro ma riduce l’importo distribuito in sovvenzioni per circa 50 miliardi di euro. Insomma la direzione che si sta prendendo è quella del minor assistenzialismo possibile. Si tratta di una svolta importante un passo determinante nella giusta direzione. In base a questo piano, 450 miliardi di euro verrebbero erogati come sovvenzioni e 300 miliardi di euro come prestiti nel tentativo di placare le preoccupazioni degli stati fiscalmente falchi come i Paesi Bassi. La nuova spinta arriva dopo che il primo giorno di trattative si era concluso con un nulla di fatto. Sarebbe un momento storico per l’UE chiamata a rifondare se stessa, forse chiamata a NASCERE davvero più che a RINASCERE. La posta in gioco non è solo la quantità di fondi che verranno assegnati ai paesi, ma la capacità dell’UE nel suo insieme di offrire una significativa solidarietà ai suoi 27 membri e promuovere un’integrazione finanziaria senza precedenti. Naturalmente le difficoltà per smussare gli angoli, sarebbero  ancora tante ma, la soluzione che accontenti tutti, sembra essere stata trovata.

Il piano in approvazione prevederebbe anche un forte monito per i Paesi che dovessero usare male i fondi ricevuti:  ” Quando e se dovessero essere identificate  trasgressioni, la Commissione Europea proporrà misure appropriate e proporzionate che saranno approvate a maggioranza qualificata.

Vedremo…