REAL ESTATE USA: BOLLA SI’ O BOLLA NO?

27 Settembre 2004, di Redazione Wall Street Italia

Da anni ci si chiede se la bolla immobiliare c’e’ davvero e, se c’e’, quando scoppiera’. Le verifiche condotte un paio di anni fa avevano evidenziato un trend preoccupante con alcune zone degli Stati Uniti decisamente sopravvalutate. La conclusione di diversi studi era stata che a livello nazionale (parliamo sempre dell’America) la bolla non esisteva. O, per lo meno, non ancora. Infatti due anni fa i prezzi medi delle case erano sopravvalutati in media soltanto tra il 5% e il 10%, mentre in certe aree (soprattutto le grandi citta’ sula costa Est e sulla costa Ovest) erano sopravvalutati di oltre il 20%.

Due anni dopo la situazione sembra essere cambiata. Adesso il mercato immobiliare americano sta rapidamente perdendo contatto con la realta’. I prezzi delle case, alimentati da tassi d’interesse ai minimi storici, hanno continuato a salire e il divario tra il valore delle abitazioni e altri fondamentali economici di riferimento, tipici e tradizionali, come il reddito personale e la crescita dei posti di lavoro, e’ ormai veramente notevole. Sono molte le divergenze e gli sbilanci, nell’economia americana.

Lo sviluppo piu’ allarmante nel settore “real estate”, tuttavia, e’ il cambiamento nella psicologia del mercato. E quando la psicologia cambia, quando c’e’ eccessivo ottimismo, bisogna veramente guardarsi intorno con attenzione e cautela. Christopher Thornberg, economista all’universita’ californiana UCLA, commenta oggi che il mercato immobiliare Usa non si comporta piu’ in maniera razionale ed e’ guidato dalle emozioni. “Adesso e’ un mercato dominato dall’impulso emozionale, la gente compra basandosi sull’aspettativa di futuri rapidi apprezzamenti” dice Thornberg.

Qualcuno ricorda forse il famoso discorso sulla “irrazionale esuberanza” (riferita in quel caso alla borsa) pronunciato da Alan Greenspan qualche anno fa? Ovvio che tutti quelli che investono e si occupano di finanza, lo ricordano. Ebbene oggi sempre piu’ americani vedono la casa non come il luogo dove abitare e vivere, ma come un investimento sicuro. Un asset su cui non si puo’ sbagliare. Un investamento che va sempre e solo su. A prova di errore.

Il problema e’, secondo il professore della UCLA e molti altri esperti, che le cieca fede negli immobili e nella magica facolta’ di moltiplicare il valore dell’investimento immobiliare sta davvero creando una bolla speculativa di notevoli dimensioni. Una bolla che si autoalimenta e si autoriproduce e che, come tutte le altre bolle, non potra’ che scoppiare.

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