RCS: RICUCCI ALLE STRETTE, COLLOCATA LA SUA QUOTA?

16 Ottobre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Un collocamento sul mercato della quota di Stefano Ricucci in Rcs attraverso strumenti finanziari capaci di ridurre l’impatto sulle quotazioni. Con un possibile ruolo, nel mettere in piedi l’operazione, oltre che di Bpi che si trova in pegno il 14,9% della casa editrice e rischia suo malgrado di diventarne azionista, di un pool di banche con in testa due soci del patto di sindacato di via Rizzoli, Intesa e Capitalia. Questa la possibile via d’uscita dall’impasse in cui si trova l’immobiliarista e che sarebbe gradita anche agli azionisti stabili del gruppo editoriale.

Preoccupati di veder sistemato il 20,9% accumulato da Ricucci, questi ultimi vedrebbero di buon occhio una soluzione che in più permetterebbe di ristabilire un adeguato flottante e mantenere a pieno titolo le azioni quotate in Borsa. Oggi infatti la quota non controllata da patto e da Ricucci è ormai ben al di sotto del 20%. Dopo il fallito tentativo di scalare il Corriere della Sera e il nulla di fatto nei tentativi di vendita della partecipazione, l’immobiliarista e il suo advisor, Ubaldo Livolsi, si trovano a dover affrontare la linea dura emersa dal cda di Bpi venerdì sera.

E presto lunedì Divo Gronchi si mette al lavoro come direttore generale a Lodi dovranno risolvere la questione del reintegro delle garanzie sul 14,9% di Rcs in pegno alla banca. Da qui l’ipotesi del collocamento per lo meno per il 14,9% in mano alla Bpi e dell’intervento, a fianco della banca, di un pool di altri istituti. Ma il nodo sarà il prezzo su cui montare una eventuale operazione, vista la caduta delle quotazioni in Borsa, molto lontane dai 5,2 euro in carico all immobiliarista.

Mediobanca, socia al 14,2% di Rcs (di cui il 13,4% vincolato al patto) e con una soglia di partecipazione massima fissata al 15%, ha già preso le distanze dalle indiscrezioni che nei giorni scorsi indicavano un suo ruolo nel collocamento di un bond Bpi convertibile in azioni Rcs, possibile strumento per risolvere i rapporti fra la banca di Lodi e Ricucci. Più plausibile invece un interesse a curare un’eventuale operazione finanziaria da parte di Intesa e Capitalia. Ma da quanto si apprende non è stato ancora realizzato alcuno studio.