Rc auto, siti comparativi nel mirino dell’Authority: “Poco trasparenti”

25 Novembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Nati con l’obiettivo di favorire la concorrenza del mercato, i siti di comparazione sulle Rc auto finiscono nel mirino dell’Ivass, l’Istituto di vigilanza delle assicurazioni, per mancanza di trasparenza.

In linee generali, la comparazioni tra le diverse polizze appare deficitaria per diversi motivi. A partire dal confronto tra pochi prodotti di poche compagnie di assicurazione. Non solo il raffronto è solo basato solo sul prezzo, senza comparare i prodotti in base anche a: massimali, franchigie, rivalse ed esclusione. Non ultimo, viene messo in evidenza il massiccio uso di messaggi pubblicitari non trasparenti: il consumatore viene indotto a credere di poter ottenere notevoli risparmi, ma nessuna indicazione è data né sui criteri di valutazione dei prodotti né sulle basi di calcolo utilizzate per ottenere il risparmio pubblicizzato.

Da qui la necessità di intervenire e l’ultimatum dato dall’Authority di apportare “misure correttive” entro e non oltre il 31 gennaio del prossimo anno.

“Dall’indagine Ivass – ha affermato Pietro Giordano, Presidente Nazionale Adiconsum – emerge con chiarezza che i siti comparano prevalentemente solo i prodotti di alcune imprese che hanno un accordo di provvigione con i siti stessi e che la comparazione è basata solo sul prezzo e non tiene conto delle diverse caratteristiche dei prodotti”.

“Ivass – continua Giordano – ha fatto bene ad imporre ai siti comparativi di adottare entro il 31 gennaio 2015 misure correttive. Tuttavia Adiconsum chiede ad Ivass di avviare un’indagine che valuti se da parte di questi siti non vi siano stati comportamenti lesivi della concorrenza e comportamenti tra i quali si possano configurare anche violazioni per pubblicità ingannevole”.

Decisamente più drastica invece la richiesta del Codacons che parla di danno agli utenti e “alterazione del mercato assicurativo”, chiedendo che le pagine web vengano oscurate “almeno fino a che l’istituto non potrà verificare la correzione delle criticità emerse”. (MT)