Società

RATZINGER VUOLE TIETMEYER
A CAPO DELLO IOR

Questa notizia è stata scritta più di un anno fa old news

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Corsa solitaria per Hans Tietmeyer, mentre si allontana la candidatura di Antonio Fazio. La partita per la presidenza dello Ior è ormai quasi chiusa. Ma l’ex banchiere centrale tedesco dovrà aspettare almeno fino a settembre per insediarsi alla guida dell’Istituto per le opere religiose. Secondo quanto risulta a Finanza & Mercati, infatti, sarebbe lo stesso Benedetto XVI a spingere per Tietmeyer, il cui nome però avrebbe incontrato qualche resistenza all’interno della curia.

Hai mai provato ad abbonarti a INSIDER? Scopri i privilegi delle informazioni riservate, clicca sul
link INSIDER

Per il Papa, spiegano fonti vicine al Vaticano, è giunto il momento di un cambiamento di rotta. E il banchiere tedesco, rinomato per il suo proverbiale rigore, rappresenterebbe sicuramente un segnale importante nella gestione della finanza bianca, secondo alcuni troppo sbilanciata a favore dell’Opus Dei. Non a caso, proprio l’istituzione fondata da Jose Marìa Escrivà preme per una scelta nel segno della continuità con l’attuale gestione del presidente Angelo Caloia. Un segnale in questo senso è già arrivato nei giorni scorsi con la nomina del segretario personale del cardinale Angelo Sodano, monsignor Piero Pioppo, nuovo prelato dello Ior.

Ma stavolta le opposizioni al nome di Tietmeyer dovranno cedere il passo all’insistenza di Ratzinger, anche per via dei retroscena inquietanti emersi dopo la scomparsa di Gianmario Roveraro, che legano il finanziere vicino all’Opus Dei a Calisto Tanzi e al dissesto del gruppo Parmalat. Insomma, in un momento così delicato, sarebbe molto imprudente sostenere Antonio Fazio, che è il candidato più vicino «all’Opera di Dio». Proprio negli ultimi giorni sarebbe emerso anche il nome di Luigi Roth, che vanta da sempre ottimi rapporti con il Vaticano. Ma, per quanto apprezzato, l’attuale vicepresidente della Cassa depositi e prestiti non è certo un banchiere e la sua candidatura parte tutta in salita.

Insomma, grandi alternative non ce ne sono. E sembra piuttosto improbabile una quarta conferma di Caloia, in carica ormai dal 20 giugno 1989. Questa volta, dunque, caduti anche i veti che vedevano sconveniente la nomina di un banchiere tedesco durante il papato del polacco Giovanni Paolo II, Tietmeyer potrebbe farcela. Tuttavia, per Benedetto XVI sarebbe meglio aspettare fino a settembre, quando Sodano lascerà il suo incarico di segretario di Stato a Tarcisio Bertone.

Copyright © Bloomberg – Finanza&Mercati per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved