RATING SUL CREDITO: ALLARME ANCHE PER GLI USA

22 Maggio 2009, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Eventi Odierni
In Europa attese le vendite al dettaglio italiane e la seconda lettura del Pil britannico. Negli Usa non sono presenti dati macro di rilievo, ma solamente un discorso di Bernanke in tarda serata.

Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato governativi sono calati su tutte le scadenze favoriti dal ribasso delle borse. Lo spread 2-10 anni si è mantenuto intorno ai 209pb. Gli indici Pmi manifatturiero e servizi di maggio sono saliti ai massimi da 8 mesi. Pur mantenendosi al di sotto di soglia 50, segnalando pertanto una contrazione nei prossimi mesi, evidenziano la possibilità di un miglioramento della fase recessiva. L’agenzia di rating S&P’s ha abbassato l’outlook sul debito governativo UK a negativo da stabile, aumentando i timori che il Regno Unito possa perdere in futuro la AAA. L’agenzia di rating ha dichiarato che il paese ha circa 1/3 di probabilità di subire un taglio del rating poiché il rapporto debito/Pil sta avvicinandosi al 100%. Secondo il Fmi il prossimo anno il rapporto si attesterà al 73% dal 52% del 2008. Negli Usa i tassi di mercato sono saliti sopratuttto sulla parte decennale della curva dopo che la Fed ha acquistato una quantità di Treasury inferiore al previsto (7,4Mld$ circa su 45,7Mld$ offerti dai dealer) ed il Tesoro ha annunciato la vendita di 101Mld$ di bond con scadenze a 2 e 7 anni e 61Mld$ di T-Bills per la prossima settimana. Anche le borse hanno chiuso in ribasso con l’indice S&P500 guidato dal calo degli energetici, industriali e telecom. Il motivo della vendita generalizzata degli asset Usa risiede probabilmente nei timori legati al futuro rating Usa.

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Bill Gross, il gestore del colosso obbligazionario Pimco, ha dichiarato che i mercati stanno cominciando ad anticipare la possibilità che gli Usa perdano la AAA alla luce del forte incremento del debito atteso in futuro, che potrebbe raggiungere il 100% del Pil, livello in cui tipicamente arrivano i downgrade (il Fmi stima il 98% nel 2010). Ha però ribadito che l’evento non è imminente. Alla luce della preoccupazione su una futura perdita dei rating, il segretario al Tesoro Geithner ha dichiarato che diventa fondamentale che il Congresso ed il presidente Obama implementino delle misure che possano ridurre il deficit di bilancio nel medio termine, portandolo ad un livello sostenibile. Ha infine aggiunto che i fondi del Tarp non possono essere utilizzati per aiutare le città e gli stati federali che hanno problemi di bilancio. Plosser, membro non votante della Fed, ha avvertito che l’inflazione potrebbe sorprendere al rialzo nel 2011, aggiungendo che la Fed non deve diventare compiacente nei confronti dell’inflazione per non perdere credibilità sul mercato. Infine segnaliamo che Gmac, la finanziaria di GM, ha ricevuto dal Tesoro 7,5Mld$ per espandere i finanziamenti a Chrysler LLC e ripristinare il capitale su livelli sufficienti poiché era risultato carente in seguito agli stress test. Oggi sul decennale governativo la resistenza si colloca in area 3,37-3,40%.

Valute: i timori relativi al rating Usa ha penalizzato il Dollaro vs Euro che si è confermato al di sopra del supporto 1,3740 arrivando in prossimità dell’area di resistenza 1,3970-1,40. Qualora fosse superata al rialzo, la resistenza successiva si colloca a 1,4125. Il Dollaro si è deprezzato anche nei confronti dello Yen, con il cross che sta approcciando l’area di supporto collocata nella fascia 93,40-94,20. Questa notte la Boj ha lasciato il tasso di riferimento fermo allo 0,1%, aumentando però il proprio outlook sull’economia per la prima volta in quasi 3 anni, poiché i membri hanno ritenuto che il momento peggiore della recessione sia stato il primo trimestre 2009.

Materie Prime: scende il greggio Wti (-1,6%) penalizzato dal calo delle borse con cui ultimamente esiste una elevata correlazione positiva. Calo più marcato per il gas naturale (-9,2%) in seguito al rialzo delle scorte superiore alle attese. Tra i peggiori della giornata segnaliamo i metalli industriali guidati dallo zinco (-5%). In rialzo i preziosi con l’oro (+1,5%) che ha raggiunto soglia 950$/oncia. Andamento contrastato per gli agricoli.

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