Rapporto competitività: Italia indietro nell’economia, ha enorme patrimonio inespresso

5 Novembre 2019, di Mariangela Tessa

È una delle tre maggiori economie dell’Eurozona e presenta al suo interno aziende dinamiche. Ma questo non basta. Il contesto politico del Paese crea forti incertezze tra gli investitori internazionali che vogliono sapere come il Paese prevede di gestire la propria situazione macroeconomica.

È uno degli aspetti che emerge dal ‘Rapporto sulla competitività 2019‘ realizzato da Eight International, network globale di 23 società di consulenza indipendenti che operano in 20 Paesi, rappresentato in Italia da New Deal Advisors.

Lo studio analizza 38 classifiche internazionali pubblicate da vari enti ed istituti internazionali riguardanti 5 macro-temi, ovvero la forza dell’economia, le opportunità per le aziende, la stabilità politica e sociale, l’istruzione e la salute e il benessere ed esamina i primi 25 Paesi al mondo in termini di Pil.

Un enorme potenziale inespresso

Quello che emerge dallo studio è che l’Italia ha un enorme potenziale in termini di competitività che tuttavia non riesce ad esprimere.

“C’è un grande punto interrogativo sulla direzione futura dell’Italia’, indica il rapporto, sottolineando che nonostante la presenza di aziende molto dinamiche e di robuste esportazioni, la posizione economica è deludente, oltre ad essere in una situazione precaria per buona parte dell’ultimo decennio”.

Le graduatorie economiche lasciano tutte l’amaro in bocca. Disoccupazione e debito pubblico sono a livelli costantemente alti e preoccupanti e pongono la Penisola al 33esimo posto su 36 paesi nel primo caso e al 183esimo su 188 per magnitudo nel secondo.

Non va meglio quando si passa ad analizzare il peso della burocrazia, uno dei più alti al mondo (136esimo posto su 140 paesi). Come se non bastasse, negli ultimi anni si è inoltre registrato un forte deterioramento della classifica delle disparità di genere e di reddito.
L’Italia perde posizioni anche nella classifica dedicata allo stato della democrazia, passando dal 21esimo al 33esimo posto.

Di fronte a questo quadro, gli investitori si chiedono e vogliono sapere come l’Italia intenda fare fronte alle difficili, ma necessarie scelte economiche. In particolare serve stabilità politica per rilanciare la crescita e mettere fine all’annosa disputa con la Commissione Ue sui conti pubblici.

Ma non è tutto nero…

In un quadro tendenzialmente negativo, ci sono delle luci. L‘aspettativa di vita media degli italiani è al quinto posto nel mondo e la qualità della vita del Paese è altrettanto notevole. L‘influenza creativa e il patrimonio culturale dell’Italia sono considerati i più grandi e importanti al mondo.

Tra le eccellenze italiane figurano i distretti industriali, che vedono l’Italia come quarto miglior Paese al mondo in questo ambito.
La Penisola è inoltre il sesto Paese al mondo per i diritti dei lavoratori, il nono per le pubblicazioni scientifiche, il nono per la qualità delle istituzioni di ricerca e l’11esimo per le connessioni aeroportuali.