QUELLI CHE
LA FACCIA
L’HANNO GIA’ PERSA

17 Gennaio 2004, di Redazione Wall Street Italia

Il lifting al posto della verifica dimostra che Silvio Berlusconi è un genio assoluto. Del resto, a pensarci bene, non c’era altra soluzione per evitare un cerimoniale da Prima Repubblica: tu prendi questo, tu molli quello, tu vai lì, tu cambi posto, tu te ne vai a casa. Meglio, molto meglio rimpastare se stessi. Le facce cambiano, ma le chiappe sulle poltrone rimangono le stesse e l’immagine del governo è salva e salda.

Questione di lifting, altro che verifica.
Un’autorevole fonte del centrodestra riferisce che adesso il tavolo del lifting si riunirà nel fine settimana a Porto Rotondo, nella villa dove il Cavaliere si è riposato dopo essersi fatto togliere le borse dagli occhi. I leader del subgoverno, Marco Follini e Gianfranco Fini, partiranno con le rispettive consorti, per la serie paghi due (lifting) prendi quattro.

Tuttavia, il vicepremier avrebbe confidato ai suoi collaboratori di voler rifiutare l’offerta di Berlusconi: «Andrò ma ho paura dell’anestesia e poi io il lifting l’ho fatto a Gerusalemme. Mi hanno messo la kippah in testa, mi sono inginocchiato davanti alla fiamma dell’Olocausto, ho detto che il fascismo è il Male assoluto, ho visto le danze ebraiche, che altro devo fare? Semmai cerco di convincere Gasparri. Diciamolo pure, è fra i più brutti del governo, non si può guardare. Maurizio poi, senza quel difetto agli occhi, con la fossetta sul mento e i capelli biondi diventerebbe un bell’uomo, oltre che un bel ministro».

Esponenti di An rivelano però che Gasparri, interpellato, non avrebbe gradito affatto: «La faccia già ce l’ho rimessa sulla legge rinviata da Ciampi, semmai sono disponibile per una liposuzione».

Anche Follini dovrebbe assestarsi sulle posizioni di Fini. Dal quartier generale dei centristi fanno infatti sapere quello che Follini dirà a Berlusconi: «Un posto nel governo non mi interessa, non mi frega nulla di fare come Cesare Ragazzi, pochi capelli ma buoni come i nostri voti». Ma l’arma vincente del segretario dell’Udc dovrebbe essere il presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini: «Pieferdi è sempre bello e quindi noi non abbiamo bisogno di nulla. Anche Giovanardi è un bell’uomo, a rifletterci bene, e se ce ne fosse bisogno ti ricordo, caro Silvio, che Carlo ha un fratello gemello».

A parte i dubbi personali, i leader del subgoverno, secondo le voci che circolano, dovrebbero risolvere una volte per tutte il nodo Tremonti. Sembra, infatti, che il Cavaliere sarebbe disposto a cedere sul ministro dell’Economia: «Mi avete fatto due borse così che voglio accontentarvi. Solo che vi offro la faccia non il c*** di Giulio. Però posso trattare solo sugli occhi, le rughe, la bocca e le orecchie. Niente naso. Il problema, lo sapete, è Bossi. Ha detto che non viene, altrimenti vi cambia i connotati».

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