QUATTRO NOMI
PER CAMBIARE
LA ROUTINE

7 Gennaio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) –
Come di consueto a inizio anno ci si interroga su quali potrebbero essere gli “eroi” dei prossimi mesi, i personaggi insomma da cui dipenderà un pezzo del nostro futuro. O, comunque, dai quali dipenderà l´andamento degli affari e della finanza.

Quest´anno, a differenza di altre volte, l´esercizio non è così semplice. In un paese nel quale si è soliti dire che non succede mai niente, sta invece accadendo di tutto.
Mezzo listino di Borsa è interessato a qualche operazione e altre ne verranno. Ma, una volta chiarito che le partite aperte sono tantissime, i personaggi intorno a cui potrebbe girare buona parte del 2007 mi sembrano essere quattro.

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1- Il primo è un non-imprenditore, ma un politico: e precisamente il ministro Bersani. Un po´ tutti, ormai, lo identificano con le liberalizzazioni, la concorrenza e quindi la competitività. Se andrà avanti lungo la strada che ha già imboccato, potrà essere di grande stimolo a tutto il sistema. Se invece si fermerà (o se verrà fermato), la delusione potrebbe essere grande e molta gente (d´affari) potrebbe arrivare alla conclusione che qui non c´è niente da fare e che conviene fare come si è fatto finora. Seguendo una delle due strade principali: o ci si arrangia, all´italiana, oppure ci si fa proteggere da qualche consorteria (meglio se potente). Insomma, tocca a Bersani dimostrare che il clima è cambiato. Poi saranno gli altri a ballare, ma sta a lui scegliere la musica.

2- Il secondo personaggio-chiave del 2007 è un manager puro, e cioè Sergio Marchionne, l´uomo che ha tirato la Fiat fuori dal baratro e che l´ha rilanciata. Adesso, dovrà dimostrare che quel salvataggio non è stata un´esibizione di alta perizia manageriale e basta. Dovrà dimostrare, insomma, che la Fiat può diventare davvero una realtà solida, importante e con un futuro nel nostro panorama industriale. Lui ha già detto che appunto questo farà, ma bisognerà vederlo alla prova. Se riuscirà, la sua impresa potrà avere un effetto benefico sul morale di quanti cercano di mandare avanti aziende e affari. In sostanza, Marchionne può fornire la prova che quando si dice che in Italia non si possono fare cose grandi e serie si dice una bugia. Non è poco. Inoltre, potrebbe anche fornire solidi argomenti a quanti dicono che, a un certo punto, per le aziende familiari conviene cercare i manager migliori che ci sono sul mercato senza perdere tempo con cugini, nipoti e zie.

3- Il terzo personaggio è Giovanni Bazoli, che è impegnato su almeno due fronti molto delicati. Da un lato, visto che è stato nel 2006 il gran regista della fusione fra Banca Intesa e San Paolo Imi, adesso deve andare avanti. Deve dimostrare, cioè, che è possibile trasformare quel grande aggregato in una vera “grande” banca, efficiente, moderna e con bassi costi. Non solo. Deve anche dimostrare, fornendo servizi adeguati alla clientela, che l´operazione aveva un senso e che non si trattava soltanto di fare una cosa più grande. Dall´altro lato, sempre Bazoli è impegnato nel ridisegno dei poteri all´interno della nostra più grande struttura finanziaria, le Assicurazioni Generali di Trieste. Ridisegnare il potere dentro le Generali equivale, per una serie di ragioni, a ridisegnare il potere finanziario in Italia. Si tratta di un´impresa che per vari decenni non è mai nemmeno stata tentata. Adesso, però, ci siamo arrivati e chi tiene in mano le carte più importanti è proprio Giovanni Bazoli. Riuscirà questo avvocato di Brescia, arrivato nel mondo bancario quasi per caso, a consegnare al paese una mappa del potere finanziario equilibrata, in linea con i tempi e tale da consentire una buona proiezione italiana all´estero?

4- Il quarto protagonista può essere considerato una sorta di Milite Ignoto. Nel senso che in Italia abbiamo alcune migliaia di imprese che possiamo raccogliere sotto la definizione di “Quarto capitalismo”, non troppo piccole, cioè, ma nemmeno troppo grandi. Innumerevoli inchieste hanno stabilito che questo, oggi, è il comparto più vivo e più vitale della società italiana. Allora si tratta di verificare se, mutato il clima nel paese (e arrivata una congiuntura internazionale più favorevole) i capitani del “Quarto capitalismo” riescono a fare uno scatto in avanti, conquistando nuovi mercati e aumentando le proprie dimensioni. Se ci immaginiamo il “Quarto capitalismo” come un vivaio di giovani promesse sportive, si tratta di andare a vedere nel 2007 se da questo vivaio uscirà qualche vero campione, degno della maglia azzurra.

In sostanza, si delinea un cocktail interessante. Un paese più liberalizzato (grazie a Bersani), una grande impresa più fiduciosa e più lanciata in avanti (grazie a Marchionne), una finanza più forte e meno provinciale (grazie a Bazoli), un capitalismo minore alla riscossa (grazie a qualcuno che oggi non possiamo ancora identificare). Naturalmente, se tutte le operazioni che abbiamo indicato prima avranno successo.

Poi il paese potrà continuare a dividersi e a litigare (come è suo costume) su mille faccende, ma se i quattro personaggi indicati sopra faranno quello che ci si aspetta da loro, il paese sarà migliore e il 2007 sarà molto più interessante. E magari anche la crescita sarà un po´ più alta del previsto e riuscirà a andare sopra il 2 per cento.

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