Quando i Bric alzano le barriere

9 Febbraio 2012, di Redazione Wall Street Italia
*Questo documento e’ stato preparato da Michael Godfrey, co-fund manager di M&G Global Emerging Markets. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

Le economie BRIC dipendono molto da flussi commerciali costanti, quindi non ci  preoccupa troppo che la guerra delle tariffe possa deprimere i commerci. Di tanto in tanto, sorgono preoccupazioni per l’aumento del protezionismo nelle grandi economie emergenti, ma questi “annunci” di protezionismo tendono ad avere delle conseguenze con una vita relativamente breve. Nonostante questo, queste dichiarazioni hanno un impatto negativo sul sentiment dei mercati, e spesso sono causa di volatilità monetaria.

Tra i settori che sembrano essere colpiti più duramente dal protezionismo dei mercati emergenti, ricordiamo l’industria automobilistica per le barriere alle importazioni imposte dai Paesi Mercosur, e altri come l’agricoltura, e le linee aeree, settori su cui il governo applica spesso barriere protezioniste per sostenere le aziende nazionali. Recentemente, l’industria automobilistica brasiliana ha visto il proprio governo implementare una tassa “puntiva” sulle auto importate, dazio dovuto in gran parte per l’apprezzamento del Real degli ultimi anni, che ha reso le importazioni – in particolare quelle da Cina e Corea – molto vantaggiose. Un altro esempio, è il settore della distribuzione retail indiano, un mercato altamente inefficiente, del tutto frammentato che fondamentalmente beneficierebbe dell’apertura del settore agli operatori globali. Detto questo, all’interno del settore retail indiano ci sono operatori efficienti che hanno tratto vantaggio dalla cattiva gestione dei propri competitor nazionali.

Come investitori, cerchiamo aziende con modelli di business sostenibili: non investiremo mai in aziende il cui successo si basa su dazi e protezionismo. Stiamo vedendo un numero crescente di aziende che si stanno rendendo conto che hanno bisogno di acquisire competitività a livello globale e stanno quindi stabilendo processi e pratiche che consentiranno loro di competere contro i loro competitor globali senza dover dipendere da misure protezioniste.

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