Provincia Perugia: “non abbiamo più un euro per asfaltare le strade”

26 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia
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PERUGIA – «Non abbiamo più un euro per asfaltare le nostre strade. Porterò in consiglio provinciale un piano per tornare alle strade bianche, come ai tempi di Coppi e Bartali». Stavolta non è solo una provocazione quella del presidente della Provincia di Perugia, Marco Vinicio Guasticchi (Pd), le casse dell’amministrazione per la manutenzione delle strade della provincia di Perugia («e di tutta l’Umbria», dice Guasticchi) sono al verde e dunque a giorni saranno sospesi tutti i lavori di ordinaria manutenzione. Recentemente un rapporto aveva lanciato l’allarme sullo stato di salute delle strade italiane.

GLI EFFETTI DELLA SPENDING REVIEW-«E’ un duro colpo non solo alla viabilità ma alla sicurezza di automobilisti e motociclisti», sottolinea l’amministratore. Guasticchi discuterà il problema giovedì (per chi legge oggi) all’attenzione dell’assemblea dei presidenti delle Province italiane, a Roma.

«La spending review sta creando disagi notevoli al nostro ente – ha scritto Guasticchi in una nota – che non dispone più delle risorse sufficienti da investire neppure nella manutenzione ordinaria delle strade. Al danno si aggiunge la beffa perché, secondo il decreto “Salva Italia”, la gestione della viabilità dovrebbe essere la principale delega delle future province».

LE MACCHINE CON LO SPONSOR-Se la situazione non sarà risolta, il presidente della Provincia di Perugia ha già pronto un piano d’emergenza. Che prevede appunto la trasformazione di alcune importanti arterie provinciali in «strade bianche». Ci guadagnerà il già magico paesaggio dell’Umbria, ma per il traffico sarà un cataclisma.

Intanto, per far fronte ai sempre minori trasferimenti statali, il vulcanico amministratore umbro ha tagliato le auto blu sostituendole con macchine gratuite messe a disposizione di uno sponsor. Lo stesso presidente ha sostituito la sua auto blu con una moto con sidecar. «Più economica e a prova di strade bianche», spiega con un sorriso amaro l’amministratore.

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