Province: il governo ammette di aver combinato un disastro

24 Luglio 2012, di Redazione Wall Street Italia
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Roma – Clamoroso scivolone sui “tagli” del titolare del dicastero dei Rapporti con il Parlamento: scarsa dimestichezza con la “diplomazia istituzionale?”

“L’ammissione arriva dal “solito” Piero Giarda: «Ho cercato invano di far cambiare quella norma. È contraria a tutto quello che ho sempre pensato in materia di finanza locale. Speriamo che il Senato sia più saggio del governo».

“Quella norma” altro non è che l’esito del calcolo dei consumi intermedi delle Province e quindi dei conseguenti tagli ai loro danni previsti dal decreto legge sulla spending review, adesso all’esame di Palazzo Madama.

In pratica il ministro dei Rapporti con il Parlamento, uno dei registi del provvedimento con le “Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica”, certifica che così com’è quel testo è un obbrobrio e quindi è meglio che il Senato lo cambi”, spiega Tommaso Monetesano su Libero in edicola oggi.

Un clamoroso autugol, quello di Giarda, che agli “scivoloni linguistici”, da che è al governo, ci ha abituato (forse ha poca dimestichezza con la “diplomazia istituzionale”).

Secondo il ministro la priorità è rimediare ai tagli alle province, e spera che a farlo sia il Senato. Il punto è che l’allarme arrivato dall’Upi (“Senza quei soldi le scuole potrebbero non aprire”) Giarda lo ritiene credibile.

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