PROVINCE CONTRARIE ALL’ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

1 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 1 giu – Com’era prevedibile, le Province non sono d’accordo con la proposta di abolire le Province. La loro associazione, Upi – Unione delle Province Italiane, ha affidato al suo presidente Fabio Melilli (che guida l’amministrazione di Rieti) il compito di spiegare perché. “La riduzione dei costi della politica passa dalla semplificazione del sistema e dal taglio di tutti gli organismi inutili che oggi gestiscono, impropriamente e in maniera frammentarie, competenze sul territorio. Mi riferisco alle Comunità Montane, agli Ato, ai Bim, agli Enti Parco, ai tanti Consorzi di gestione, creati appositamente, con tanto di consigli di amministrazioni spesso strapagati, per svolgere ciò che invece dovrebbero fare le Province”. Secondo l’Upi “per giungere davvero ad un risultato basterebbe dare piena attuazione alla Costituzione, confermando quello che il Governo ha indicato con la Carta delle Autonomie, e riportando in capo ai Comuni e alle Province le funzioni per amministrare il Paese. Se questa sarà l’indicazione che deriverà dal Governo e dal Parlamento, allora noi siamo pronti a fare la nostra parte. Ci siamo già resi disponibili ad una riduzione razionale del personale politico delle Province, proponendo il taglio del 25% di consiglieri ed assessori. Ma è chiaro che un segnale di questo genere non può venire, come invece fino ad oggi è stato, solo dai Comuni e dalle Province. Anche le altre istituzioni devono dimostrare nei fatti, con proposte concrete, la loro volontà di operare davvero per una razionalizzazione del sistema, e non di volere solo seguire l’onda della protesta del momento. E’ questo che ci aspettiamo dagli incontri previsti per la prossima settimana, e non le proposte di accorpamenti forzosi, e che si trovino al più presto soluzioni, perchè ormai tardare ancora nel rispondere ai cittadini non è più possibile”.