PROMETEIA: RAPPORTO SULLE ASSICURAZIONI ITALIANE

18 Giugno 2002, di Redazione Wall Street Italia

E’ stato presentato alla comunità finanziaria il Rapporto semestrale di Prometeia sui titoli delle società assicurative quotate.

Lo studia disegna una sostanziale tenuta sul fronte industriale e una forte influenza dell’andamento dei mercati finanziari sui rendimenti dei portafogli.

I risultati conseguiti nel corso del 2001 dai gruppi/compagnie quotati evidenziano un decremento più o meno generalizzato della redditività, infatti, il Roe (Return on equity) contabile medio si riduce all’11,5% a fronte del 12,2% di fine 2000, confermando, peraltro, quanto già osservato alla fine del primo semestre.

In molti casi, gli utili delle compagnie hanno beneficiato di redditi da operazioni straordinarie di importo notevolmente superiore all’anno precedente e riconducibili ad eventi di natura eccezionale (vendite di partecipazioni strategiche e di immobili) e/o alla cessione di titoli immobilizzati, eventi cioè non caratterizzanti la normale gestione assicurativa. In questo esercizio il contributo della gestione straordinaria ha in molti casi compensato il peggioramento della gestione ordinaria. Il Roe medio rettificato del campione è sceso al 7% contro un 11% del dicembre 2000. Si conferma, peraltro, la maggiore redditività ordinaria delle compagnie del comparto vita rispetto alle compagnie focalizzate nei rami danni.

La riduzione della redditività corrente, per la maggior parte delle quotate, in generale riflette due tendenze:

– il positivo andamento della gestione tecnica dei rami danni;
– il minor apporto della gestione patrimoniale.

L’andamento della gestione tecnica si spiega alla luce del recupero della redditività e dell’efficienza; è possibile constatare, infatti, il perdurare dei miglioramenti del loss ratio e del combined ratio, per quasi tutte le compagnie confermando i risultati già evidenziati per il 2000, si legge nel rapporto.

Le azioni di recupero di redditività tecnica costituiscono il fondamento per una maggiore stabilità dei risultati economici, sempre più dipendenti dalle performance della gestione patrimoniale/finanziaria. Quest’ultima, infatti, ha assunto per i rilevanti tassi di crescita degli asset mobiliari conseguenti allo sviluppo dei premi vita, un rilievo particolare alla luce degli obiettivi di massimizzazione della redditività.

In un anno difficile per i mercati finanziari, le politiche di investimento si sono indirizzate verso una gestione prudenziale dei portafogli, privilegiando gli investimenti obbligazionari. La diminuzione del risultato della gestione patrimoniale del 2001 riflette sia rettifiche di valore, sia, soprattutto, minori utili da negoziazione. Ciò ha penalizzato sia le compagnie, per la gestione del complesso degli investimenti, sia gli assicurati titolari di polizze ad alto contenuto finanziario.

Prospettive e previsione per il triennio 2002-2004

Le prospettive che emergono per il prossimo triennio dalle simulazioni effettuate si collocano all’interno di uno scenario i cui elementi caratterizzanti sono riconducibili ai seguenti aspetti:

– una significativa ripresa della raccolta vita (+30.9% nel triennio), ed in particolare della nuova produzione delle polizze a premio annuo e ricorrente;
– lo sviluppo della raccolta danni (+24.4% nel triennio): il ramo R.C. auto continuerà a risentire positivamente della libera determinazione delle tariffe, ma sarà trainato anche da una maggiore fidelizzazione dei clienti già in portafoglio, da un incremento delle altre garanzie legate all’auto, e, in alcuni gruppi, dall’aumento di nuove polizze; nei rami diversi dall’auto la crescita interesserà sia i segmenti legati alla persona sia quelli rivolti ai beni personali, oltre che i prodotti di R.C. professionale, interventi e assistenza sanitaria;
– la prosecuzione delle politiche di contenimento delle spese, unita ad un’attenta selezione dei rischi, riconducibile anche ai maggiori costi di riassicurazione dipendenti dagli eventi dell’11 settembre scorso e al conseguente maggior contenimento del rischio da parte delle compagnie;

– la ripresa dei rendimenti delle attività finanziarie e la minor volatilità dei mercati borsistici, attesa, in particolare, per il prossimo biennio (2003 e 2004), invece, favorirà il maggior apporto della gestione patrimoniale alla redditività delle imprese;
– il perdurare del processo di aggregazione, con i conseguenti problemi riorganizzativi sia a livello di servizi centrali che di strutture produttive;
– la conferma dello sviluppo del canale dei promotori finanziari.

Nel triennio di previsione si conferma, comunque, il generalizzato miglioramento della redditività del comparto delle assicurazioni quotate. Il Roe medio dovrebbe riallinearsi nel 2002 su valori di poco inferiori a quelli raggiunti nel 2000 per poi proseguire il trend di crescita nel biennio successivo. Il Roe atteso per il 2004 dovrebbe quindi, attestarsi al 12% circa.

L’analisi prospettica sulla creazione del valore indica per il prossimo triennio un generalizzato miglioramento della capacità di creare valore del settore assicurativo quotato, conseguente alla crescita attesa del return on equity, che nel 2004 dovrebbe raggiungere il 12,2%. Anche il costo del capitale è atteso in crescita, ma ad un tasso inferiore a quello del Roe.

In dettaglio alla fine del periodo di previsione la creazione media di valore è attesa intorno al 6%; e una sola compagnia si situa nell’area della distruzione di valore. I due gruppi che già in passato si sono distinti per la creazione di valore (Alleanza e Mediolanum) confermano la loro supremazia, ma anche il principale attore del mercato (Generali), è atteso su valori prossimi ai migliori.

La valutazione dei titoli assicurativi

Nel periodo compreso tra fine ottobre 2001 e fine aprile 2002, l’investimento nel comparto assicurativo ha conseguito in media, fino al mese di gennaio, risultati superiori rispetto sia al MIB generale sia, soprattutto, al MIB bancario.

Nei primi mesi del 2002, però, ha subito un’inversione e il MIB assicurativo è passato ad un livello inferiore di quello del MIB generale. Da marzo, inoltre, il MIB bancario ha superato il MIB assicurativo e, poi, anche quello generale. In tale modo le buone capacità di tenuta e recupero dimostrate dal comparto assicurativo dopo l’11 settembre sembrano ora avere lasciato il passo ad un andamento meno performante rispetto al resto del mercato. Questa tendenza, comune con i titoli del risparmio gestito, può essere, almeno in parte, ricondotta alle negative dinamiche dei mercati finanziari.

La valutazione dei titoli assicurativi sviluppata in questo Rapporto sulla base dell’analisi del modello fondamentale di Prometeia conferma una situazione di sostanziale neutralità della valutazione teorica rispetto a quella di mercato: la quasi totalità dei titoli assicurativi quotati presenta un allineamento del mercato al price book value teorico calcolato da Prometeia. Dall’analisi fondamentale emerge una lieve sottovalutazione per Cattolica, tale effetto potrebbe in parte essere determinato dalla peculiare forma giuridica cooperativa, che il mercato tende a penalizzare.

L’analisi dei Roe impliciti nei prezzi di borsa al 2004 evidenzia, in tutte le ipotesi testate, valori inferiori a quelli derivanti dalle simulazioni delle compagnie quotate; tale scarto favorisce, pertanto, l’ipotesi di un recupero dell’indice assicurativo.