PRODI HA FATTO ‘A MOSSA

19 Luglio 2003, di Redazione Wall Street Italia

Romano Prodi è rientrato nella politica italiana con una proposta clamorosa, quella che alle prossime elezioni europee, dove si vota con la proporzionale, invece di farsi concorrenza, i partiti dell’Ulivo confluiscano in una unica lista.

La mossa è politicamente astuta. Consente al presidente della Commissione europea, che non può essere candidato, di apparire comunque il dominus della coalizione; ché solo lui è in grado di unirla, mentre gli altri leader hanno creato spesso occasioni di divisione. Inoltre, se riuscisse a presentare un fronte unito del centrosinistra a confronto delle quattro o cinque liste di centrodestra, segnerebbe anche un buon risultato di immagine in vista del confronto politico del 2006.

A una proposta così suggestiva (su cui la Repubblica ha già avviato il solito sondaggio promozionale, che viaggia oltre il 90% di consensi) è difficile rispondere direttamante di no. Solo Clemente Mastella e lo ha fatto esplicitamente. Però l’Udeur si definisce di centrosinistra ma è ormai esterno all’Ulivo. Franco Marini ha parlato di “guazzabuglio”. Alfonso Pecoraro Scanio definisce l’idea buona per le politiche, ma per le europee, purtroppo, ha già un impegno coi Verdi continentali. Armando Cossutta “condivide” ma per non meglio identificate ragioni “tecniche” si tira indietro.

In realtà, come dicono sinceramente Roberto Manzione della Margherita e Gavino Angius dei Ds, si teme che la lista unica prenda meno voti della somma di quelle di partito, mentre lascerebbe spazio alla concorrenza di Rifondazione a sinistra e dell’Udeur al centro. C’è poi il problema, cui si accenna però solo in modo criptico, di come garantire la propria quota in una lista unica su cui si danno solo preferenze.

Il rischio che i Ds facciano cappotto grazie alla maggiore forza organizzata preoccupa i soci minori, mentre la minoranza Ds teme di vedersi tagliare fuori e risponde di no. Insomma Prodi il suo segnale che lo colloca al di sopra delle diatribe interne l’ha dato e può essere soddisfatto. Ora toccherebbe all’intendenza seguire, ma non è detto che lo farà.

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