Presunte tangenti: Report contro Eni, battaglia su Twitter

14 Dicembre 2015, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Il diritto di replica passa attraverso Twitter. È una prima assoluta per un’azienda del calibro di Eni. Così ieri, il colosso petroliferofinito sotto i riflettori della puntata della trasmissione Report su Rai Tre, si difende dalle accuse più o meno esplicite dell’inchiesta di cui è stato protagonista.

Procediamo con ordine. L’inchiesta giornalistica della puntata andata in onda domenica sera ha preso in esame prima di tutto l’acquisizione da parte di Eni di una licenza per condurre esplorazioni in un tratto di mare al largo della Nigeria. Esplorazioni che avrebbero diverse implicazioni dal punto di vista giudiziario per via di una presunta tangente da svariati milioni di euro. Una seconda inchiesta è stata invece dedicata al piano di dismissioni che Eni sta seguendo in questi anni, con l’obiettivo di cedere alcune delle proprie attività ritenute non più strategiche.

Per rispondere alle accuse di Report, Eni ha messo in atto una strategia di comunicazione senza precedenti, difendendosi in diretta su Twitter e non con comunicati stampa o dichiarazioni alle agenzie di stampa.

“Come è già avvenuto in passato, non ci è stata data la possibilità di rispondere in diretta”, ha precisato Eni sul proprio sito. “Sui temi che ci sono stati anticipati abbiamo fornito ampia documentazione, pur nella consapevolezza che sarebbe stata utilizzata solo parzialmente nella trasmissione”, prosegue Eni che, per questo motivo, ripropone le proprie “risposte, insieme ad analisi e approfondimenti che possono aiutare a farsi un’opinione basata sui fatti“.

Dall’altra parte Report dice che invece Eni si è rifiutata di concedere interviste con i suoi dirigenti per chiarire alcuni punti dell’inchiesta.