Presto far business in Cina potrebbe non convenire

8 Giugno 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – La recente decisione della Foxconn di alzare per la seconda volta in una settimana i salari dei dipendenti delle proprie fabbriche cinesi ha cominciato a portare all’attenzione dei media una questione che ben presto potrebbe diventare di portata rilevante: la possibile fine della convenienza nel fare business in Cina. Le fabbriche costiere stanno aumentando i salari orari degli operai, mentre i governi locali stanno alzando gli standard minimi salariali, si legge per esempio su un articolo del New York Times di oggi. Se la Cina permetterà alla propria valuta, il renmimbi, di apprezzarsi nei confronti del dollaro statunitense entro la fine dell’anno, come prospettano molti economisti, il costo relativo della manifattura cinese sicuramente subirà un aumento, prosegue il quotidiano. Il costo della manodopera del gigante asiatico è ancora basso rispetto a quello di Europa e Stati Uniti, ma gli aumenti salariali potrebbero comunque avere ripercussioni sui beni ivi prodotti come t-shirt, sneakers e apparecchiature informatiche. Secondo gli analisti, le nuove esigenze salariali sono dovute al rincaro dei prezzi dei beni di prima necessità come case e cibo, che hanno eroso il potere di spesa dei cinesi soprattutto nelle province rurali. Ora sono sempre più economisti a stimare che siamo vicini alla fine di un’era: quella del far business in Cina perchè conviene.