PRESSING LEGA NORD SULLE BANCHE. PARLA ZAIA DOPO INCONTRO CON PROFUMO

21 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

La Lega starà fuori dai cancelli delle banche “a controllare che i territori abbiano effettivamente un ritorno. Anche perchè senza banche non si fa il federalismo”. Il governatore del Veneto Luca Zaia, esponente di punta della Lega, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, torna sulla questione del credito e delle banche, UniCredit e Intesa-Sanpaolo in primis.

“La storia ci insegna che il potere economico dev’essere sempre a fianco di chi fa le riforme. Abbiamo bisogno di tutti, ma un interlocutore che non può mancare è il settore del credito, perché deve fare la battaglia insieme a noi. I dati sul Pil dicono chiaramente dove siamo e dove stiamo andando. Voglio vedere – avverte – che sul territorio gli impieghi corrispondano, quantomeno, alla raccolta. Sarà un dato che andremo ad analizzare banca per banca, perché quando non si fanno impieghi vuol dire che si fa finanza”.

Per Zaia “le banche devono cambiare pelle. Lo stanno facendo e non posso non evidenziare che UniCredit ha intrapreso questa strada in maniera evidente. Ho avuto modo di incontrare Profumo. Ben venga questa scelta del country manager per l’Italia e di uomini sul territorio che hanno potere di erogare senza ricorrere a telefonate che finiscano alle Isole Vergini o da qualche altra parte del mondo. Detto questo, siamo molto preoccupati perché il sistema di credito deve funzionare. Voglio vedere che sul territorio gli impieghi corrispondano, quantomeno, alla raccolta. Vedo che UniCredit ha un buon dato in Veneto, perché ha 22 miliardi di impieghi e 17 di raccolta. E questo sarà un dato che andremo ad analizzare banca per banca, perché quando non si fanno impieghi vuol dire che si sta facendo finanza”.

UniCredit e Intesa, le due maggiori banche del Paese “rendiamoci conto anche che sono dei colossi e dei pachidermi. Alla Lega interessa un sistema di credito che sappia globalizzare le identità territoriali, ma soprattutto che sia molto ancorato ai territori. In una sola parola più una banca è glocal e più ci piace. Che vuol dire più un istituto, sia una grande colosso internazionale o una banca locale, ha radici profonde ha, meglio è. Non ne facciamo un problema di certificato di nascita, ma di radicamento sul territorio. Le banche – conclude Zaia – tornino ad essere i nostri soci e le nostre compagne di vita nell’economia. Fino ad ora, si sono fatte ammaliare dai derivati e dalla finanza internazionale, abbandonando il cliente classico”.