Premier: come entrare nella Storia

6 Ottobre 2011, di Redazione Wall Street Italia

“Forza Gnocca” (go-pussy, in inglese, allez-minette, in francese), il nuovo nome del partito proposto da Berlusconi, e’ il punto piu’ basso di sempre. Dovrebbe essere il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con un richiamo formale, o una lettera ai presidenti di Camera e Senato, a stroncare le volgarita’ da bar del presidente del Consiglio. Bei tempi quando dal Quirinale venivano fatte chiamare ambulanze della Croce Rossa, e personaggi fuori dalla storia venivano fatti arrestare.

BERLUSCONI: CAMBIO NOME PDL. E SCHERZA: PIU’ GRADITO ‘FORZA GNOCCA’

– Cambieremo il nome del Pdl perché non é nel cuore della gente. Si accettano dei suggerimenti, faremo fare dei sondaggi. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi,secondo quanto raccontano alcuni presenti, nel corso di conversazioni fatte alla Camera con parlamentari del Pdl. Mi dicono che il nome che avrebbe maggiore successo è Forza Gnocca… Così, con una battuta, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, avrebbe ‘suggerito’ ai suoi il nuovo nome del futuro Pdl. (Ansa)

Nota storica, da Wikipedia:

Viene di fatto approvata l’esautorazione di Mussolini dai suoi incarichi di governo. La votazione, seppur significativa (in quanto votata dai massimi rappresentanti del Partito), non aveva de iure alcun valore, poiché per legge il Capo del Governo era responsabile del proprio operato solo dinanzi al Sovrano, il quale era l’unico a poterlo destituire.

La mattina di domenica 25 luglio, dopo essersi recato regolarmente nel suo studio di Palazzo Venezia per occuparsi degli affari correnti, Mussolini chiede al sovrano di poter anticipare l’abituale colloquio del lunedì, e accetta di presentarsi da questi, giungendo insieme al suo segretario Nicola De Cesare alle ore 17 a Villa Savoia (oggi Villa Ada). Vittorio Emanuele III comunica a Mussolini la sua sostituzione con Pietro Badoglio, garantendogli l’incolumità. Mussolini non era però al corrente delle reali intenzioni del monarca, che aveva posto sotto scorta il Capo del Governo e aveva fatto circondare l’edificio da duecento carabinieri.

Il tenente colonnello Giovanni Frignani, che coordinava l’operazione, espone telefonicamente ai capitani Paolo Vigneri e Raffaele Aversa gli ordini del re. I carabinieri fanno salire Mussolini e De Cesare in un’autoambulanza della Croce Rossa Italiana, senza specificargli la destinazione ma rassicurandolo sulla necessità di tutelare la sua incolumità (pomeriggio del 25 luglio). In realtà, Vittorio Emanuele III aveva ordinato di arrestare Mussolini.