Povera America: e ora il mondo attende il Pil con il fiato sospeso

26 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Quest’estate ha visto come protagonista gli USA, dove le previsioni su utili aziendali ed una serie di indicatori macroeconomici puntano da tempo ad una ripresa economica che perde inerzia. L’indicatore più recente è arrivato ieri quando un report del Dipartimento del Commercio ha riportato ordini di beni durevoli peggiori del previsto – seppure sempre in aumento. La domanda è aumentata dello 0,3% in Luglio, molto meno del 3% previsto.

Addirittura, escludendo il settore dei trasporti (componente molto volatile che potrebbe indurre in errore), la domanda è scesa del 3,8%. Poi vogliamo parlare del settore immobiliare? Le vendite di immobili nuovi sono scese del 12,4% in Luglio dal mese precedente. Nonostante i dati brillanti, i mercati hanno assorbito il colpo e rialzare la testa: il DJ30 ha chiuso in positivo di 0,2%, l’SPX500 a +0,33% ed il Nas100 a + 0,84%.

Nel pomeriggio, comunque, livelli tecnici hanno guidato il mercato nelle escursioni e nei ritracciamenti. I rendimenti sui Treasury USA hanno proseguito la discesa, scendendo a 2,46% dal 2,49% di martedì. Con questo andazzo, la revisione del PIL USA atteso per venerdì non promette nulla di buono.

Molti degli indicatori che gli investitori tengono sotto osservazione per valutare la crescita economica stanno uscendo al di sotto delle attese, specialmente nel settore immobiliare. Ma le cose in Europa non vanno poi così meglio: martedì S&P ha tagliato il rating del debito irlandese ad AA- sulla base di considerazioni che il salvataggio del settore bancario irlandese da parte del governo in realtà peserà troppo sulle già stremate finanze pubbliche.

Eppure l’Euro è rimasto solido dopo l’IFO della Germania, che conferma la robustezza dell’economica leader in Europa. In effetti l’economia tedesca si è espansa al ritmo più veloce dal 1990. Anche se lo scetticismo tra gli analisti non manca, i report più recenti come l’IFO e il PMI mostrano che la Germania è ancora in rotta verso una crescita del PIL del 3% quest’anno.

Ancora più importante, ci potrebbe essere un “contagio positivo” con gli altri stati membri dell’area euro. Nel frattempo, UsdJpy rimane sotto pressione dopo un minimo di gossip da parte di alcuni ufficiali nipponici a riguardo di “condotta appropriata” per affrontare la forza dello Yen.

In effetti si è affermata la certezza che in Giappone si vuole una decelerazione della corsa dello Yen, che dopo i movimenti di ieri e di martedì pare avere la forza di arrivare anche a 80,00. L’euro invece continua ad essere dominato da flussi di avversione/propensione al rischio e dalla performance economica relativa tra paesi dell’eurozona e USA.

Se altri paesi, oltre alla Germania, riescono ad instaurare una crescita positiva, la divergenza con gli USA potrebbe aumentare e l’EurUsd potrebbe salire in un nuovo rally. In tutto questo putiferio, il vincitore è l’Aux/Usd (Oro) che arriva a $1241,30/oncia sul NYMEX.

Passiamo all’analisi tecnica e vediamo che in effetti l’Euro è “tonico” e si arrampica verso 1,2730 che è una resistenza importante, e rappresenta la base del range della settimana scorsa. Occhio però ai break out: sotto 1,2700 si finisce ancora a 1,2680 (sotto cui, però, pare non esserci molto spazio in discesa visto che lì passa anche la MM100 periodi sul grafico giornaliero).

Sopra, 1,2720 apre la porta a 1,2730 e, nel caso si salisse ancora, l’obiettivo successivo si trova a 1,2780. Anche l’EurChf riesce a risollevarsi dopo il brivido dello spike sotto 1,3000. Ci chiediamo seriamente cosa stia avvenendo nell’economia elvetica: tempo fa un Chf sotto 1,4800 era insopportabile e feriva le esportazioni di prodotti di lusso in uscita dalla Svizzera.

In ogni caso, lo scetticismo che di principio ha ragione di esistere deve fare spazio invece al buon senso: per sopravvivere sul mercato bisogna agire da trader, e non da accademico. Ora siamo a 1,3100, quindi ancora in trend negativo sul grafico daily almeno finchè non si supera 1,3170. La prima resistenza importante invece si trova a 1,3140.

Il mercato stamani si concentra però su altro: si concentra sulla sterlina. Infatti il Cable, dopo una risalita repentina è ora a 1,5555 e sta formando un range molto stretto. La risalita è stata veloce e ora siamo ad una resistenza importante.

Sul Cable occhio quindi a discese sotto 1,5540 che possono riaprire la strada a ritracciamenti verso 1,55 figura, mentre sopra abbiamo 1,5575 come resistenza ultima che apre la via verso 1,5600. Pensiamo che ci vorrà comunque un vero balzo in avanti, perché la sterlina è su resistenze importanti ovunque: vicino al 132,00 di GbpJpy, arrivato al 1,6050 di GbpChf, arrivato a 0,8970 di EurGbp. Teniamola d’occhio che oggi ci potrebbe dare soddisfazione.

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