Poteri forti: la finanza francese insorge contro la Tobin Tax

9 Gennaio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Parigi – La piazza finanziaria francese e’ insorta contro il progetto del presidente Nicolas Sarkozy di instaurare una tassa sulle transazioni finanziarie autonominandosi cavaliere solitario in Europa, vista la contrarieta’ delle altre due forze del continente, Germania e Regno Unito.

Se non sara’ europea, la tassa “indebolira’ l’economia francese”, secondo l’associazione “Paris Europlace, che rappresenta i principali attori della finanza transalpina. Ma il governo francese – scrive il quotidiano Le Temps – va avanti con determinazione sulla sua strada.

Oggi e’ in agenda un nuovo incontro tra Merkel e Sarkozy sulla zona euro e la bozza del fiscal compact. Al centro dei colloqui anche la Tobin Tax promossa da Sarkozy e ostacolata da Merkel e Cameron. L’Italia del governo Monti e’ invece favorevole.

Secondo i banchieri parigini l’introduzione di una Tobin Tax sarebbe “inappropriata” in un periodo in cui la crisi finanziaria ha gia’ preso il via sui mercati, per via dei disfunzionamenti del mercato suboprime americano e i rischi presi dalle banche anglosassoni.

Ma l’esecutivo dell’Eliseo tiene duro: “se i finanzieri dicono che non vogliono essere tassati, non vuol certo dire che gli ascolteremo”, ha immediatamente ribatutto alla Radio J Benoist Apparu, segretario di Stato francese. Un testo sara’ presentato al Consiglio dei ministri “probabilmente in febbrario”.

Secondo Paris Europlace, la tassa non riguarderebbe solo le transazioni considerate speculative, ma anche le operazioni realizzate dagli investitori privati, le aziende e gli investitori istituzionali.