Poster “italiano” nei caffè inglesi. “Sessista”, viene rimosso

4 Novembre 2013, di Redazione Wall Street Italia

MILANO (WSI) – Chi l’ha ideato intendeva promuovere «la cultura italiana», ma non ha fatto altro che scatenare la furia delle donne britanniche. Una dozzina di poster che fino a qualche giorno fa comparivano nei locali di «Caffè Nero», la terza catena di caffetteria più popolare in Gran Bretagna, sono stati rimossi dopo le proteste di un gruppo di femministe che hanno definito l’immagine in questione «sessista e maschilista». Sui cartelloni erano immortalati tre giovani che guardano ossessivamente il fondoschiena di una donna che passeggia in una strada di una città italiana.

PROTESTE – A dare il via alle proteste è stata Laura Palmer, insegnante di 32 anni che si è incontrata con un gruppo di neo-mamme in uno dei locali della catena a Ashford, nel Kent. La donna britannica ha immediatamente accusato i gestori di «Caffè Nero» di sessismo: «Penso che sia davvero un’immagine inappropriata che dal mio punto di vista promuove la discriminazione sessuale e la sessualizzazione della donna – spiega la trentaduenne al Mail on Sunday – La foto ha sfumature raccapriccianti, tre ragazzi sul ciglio della strada che sgranano gli occhi guardando il fondoschiena di una donna. Appena l’ho vista ho deciso di protestare. Non credo che questa sia un’immagine che Caffè Nero debba promuovere».

RIMOZIONE – Dello stesso avviso la scrittrice Laura Bates, fondatrice di «Everyday Sexism Project», sito online che raccoglie le testimonianze di episodi di sessismo e molestie quotidiane subiti dalle donne: «Alcune persone considerano immagini simili come qualcosa di minore importanza – afferma la scrittrice – Ma il comportamento descritto nella foto ha un impatto negativo su migliaia di donne che vivono in tutto il paese. Essere molestate in strada non è qualcosa di innocuo, ma può diventare estremamente pericoloso».

Alle denunce delle femministe, ha risposto immediatamente Ceri Aiken, portavoce di «Caffè Nero» che ha sottolineato come il poster volesse ritrarre un aspetto della cultura italiana, ma è chiaro che può essere vissuto come offensivo da tante donne: «Abbiamo smesso di usare quest’immagine – taglia corto la Aiken – Ciò significa che essa non sarà utilizzata nei nuovi negozi, mentre scomparirà da quelli già esistenti».

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