POSSIBILE UN CIRCOLO VIRTUOSO IN SUDAMERICA

16 Marzo 2005, di Redazione Wall Street Italia

*Sara Silano è Vicecaposervizio di Morningstar in Italia. Il contenuto di questo articolo esprime esclusivamente il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Non sarà facile per l’America Latina replicare la brillante performance del 2004, anche se i primi mesi dell’anno sono stati all’insegna del Toro, con l’indice Msci locale in rialzo dell’8,6% in euro (all’11 marzo). Le prospettive economiche sono positive, grazie agli elevati prezzi delle materie prime, di cui l’area è uno dei principali esportatori. Inoltre, per il sub-continente è una stagione relativamente tranquilla dal punto di vista politico, essendo previste elezioni presidenziali solo in Cile. Infine, l’Argentina è entrata nella fase di post-ristrutturazione del debito pubblico in default.

L’export rimane uno dei punti di forza dell’America latina. L’anno scorso è cresciuto del 20% e si stima un ulteriore incremento del 5% nel 2005, grazie alla sostenuta domanda asiatica. Il commercio con l’estero supporta le valute locali, almeno contro il dollaro, con effetti benefici sull’inflazione. Per questo, secondo alcune case di investimento, tra cui Dws Investments, sia il mercato azionario sia quello obbligazionario offrono buone prospettive.

Dopo la crisi del 2001-2002, Brasile e Messico, principali Borse sudamericane, hanno avviato con successo importanti riforme fiscali e monetarie. Nel primo dei due Paesi, la disoccupazione è scesa sotto il 10%, i flussi di investimenti esteri sono elevati e il surplus commerciale ha raggiunto livelli record. Insieme a Russia, India e Cina, il Brasile fa parte del “Bric”, il club dei mercati emergenti con maggior potenziale di crescita. Oltre ai titoli delle materie prime, sono considerati attraenti le società di telecomunicazioni, le utilities e le banche.

Lo scenario è positivo anche per il Messico, nonostante il Paese dipenda molto dalla crescita degli Stati Uniti. Elevata liquidità, espansione economica e riduzione del debito estero hanno indotto l’agenzia Moody’s a migliorare il rating. Inoltre, gli investimenti diretti stranieri sono cresciuti di circa il 50% nel 2004, toccando quota 16 miliardi di dollari. Per Dws Investments, le valutazioni sono sotto i livelli storici tanto in Brasile quanto in Messico e le aziende ben gestite e più trasparenti potranno aumentare ulteriormente la profittabilità e consolidare i bilanci.

Ha voltato pagina l’Argentina, dopo la discussa ristrutturazione del debito pubblico in default. All’operazione di concambio tra vecchie e nuove obbligazioni hanno aderito il 76% dei creditori per un controvalore totale di 62,2 miliardi di dollari. Il Paese ha ristrutturato debito in default per 102,6 miliardi ed emetterà nuovi titoli per 35,2 miliardi. Nonostante il successo dell’operazione, le incertezze sul futuro del Paese restano elevate, anche perché resta da risolvere il problema di chi non ha aderito all’offerta e intende dare battaglia. Tuttavia, secondo Corrado Varisco, analista di Bsi Lugano, l’Argentina offre opportunità “speculative” sul mercato azionario, valutario, delle emissioni societarie e “probabilmente” anche di nuovo debito pubblico in dollari.

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