Portogallo: salvarlo non fara’ che aggravare ulteriormente la crisi

18 Gennaio 2011, di Redazione Wall Street Italia
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(WSI) – Nuovo anno nuova crisi. Non appena i trader di bond europei, i politici e i banchieri centrali sono tornati alle loro scrivanie, era gia’ tempo di decidere il destino di una piccola economia dell’area periferica dell’area europea. Questa volta si tratta di Lisbona, dopo i casi di Grecia e Irlanda.

Tuttavia la sceneggiatura da film sembra sempre la stessa. I rendimenti che salgono. Il governo ceh cerca di songiurare qualsiasi piano di salvataggio, smentendo di averne bisogno, I leader di Francia e Germania che ribadiscono la cantilena del principio di solidarieta’ dell’Unione Europea. E il Fondo Monetario Internazionale e l’Unione Europea che fanno le valigie e controllano gli orari dei prossimi voli.

La questione principale del momento e’ se il Portogallo ha bisogno di essere salvato o meno. Ma a molti deve essere sfuggito il vero nodo: se deve essere salvato o se invece sarebbe meglio di no. La realta’ e’ che e’ un’idea pessima. Che non arginera’ le ferite e, anzi, il contagio si diffondera’ al prossimo paese. Il meccanismo di salvataggio e’ complicato e incasinato. E le falle del piano di aiuti rendono il collao dell’area euro sempre piu’ probabile.

Meglio ammettere che l’Unione Europea ha commesso un errore gravissimo nel decidere di salvare la Grecia e semplicemente passare alla ristrutturazione del debito portoghese. Come andava fatto anche con l’Irlanda. Errare e’ umano, ma perservare e’ diabolico.

Matthew Lynn e’ un editorialista di Bloomberg News e autore del libro “Bust” sulla crisi del debito greco.

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