Portogallo: S&P minaccia altro taglio

11 Maggio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Roma – S&P ha affermato che i termini del piano di aiuti al Portogallo sono in linea con il suo rating di lungo termine (che al momento è di “BBB”), ma al contempo ha avvertito che i rischi rimangono, a causa della situazione politica e macroeconomica. In un’analisi pubblicata oggi, l’agenzia di valutazione si è espressa sul piano di aiuti da 78 miliardi di euro che il Portogallo è riuscito a negoziare con il Fondo Monetario Internazionale e con l’Unione Europea.

L’istituto ha precisato a tal proposito che, sebbene le misure fiscali che il paese lusitano si è impegnato ad adottare siano “credibili”, esistono rischi nel mettere effettivamente in atto la manovra. Di conseguenza, “nel caso in cui tali rischi dovessero materializzarsi, potremmo diminuire il rating sovrano del Portogallo”.

“A nostro avviso – continua l’analisi di S&P – nel medio termine il consolidamento fiscale del Portogallo dovrebbe beneficiare delle misure fiscali che sono state proposte, che noi vediamo dettagliate e credibili. Sappiamo che due/terzi dei risparmi progettati per il budget del 2012 avverranno sotto forma di tagli alle spese, mentre solo un terzo si affiderebbe a misure che puntano all’aumento delle entrate”.

Tuttavia, ci sono alcuni ostacoli, che sono secondo S&P rilevanti. Intanto, “esiste la situazione di stallo politica in cui si trova il Portogallo”. Il riferimento è al risultato delle elezioni che si svolgeranno a giugno. Altro fattore è che le banche portoghesi potrebbero richiedere un sostegno da parte del governo più significativo, superiore anche al 3% del Pil. E ovviamente tale fattore metterebbe sotto pressione ulteriormente il rating sul debito sovrano portoghese. C’è poi la ripresa economica, che continua a essere assente, tanto che le anticipazioni sui dati parlano di una contrazione ancora peggiore di quella che S&P anticipa.

Insomma, nuove notizie negative dal mondo dei Piigs, che mettono sotto pressione ulteriormente l’euro, che già sconta l’incertezza sulla Grecia. La moneta unica scambia ora a $1,4306, in flessione dello 0,67% rispetto agli $1,4405 della giornata di ieri. Positiva in generale la performance del Dollar Index, che avanza dello 0,38%.