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Portogallo: auto sostiene la ripresa dell’export

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Dopo anni di forti perdite nella quota di mercato internazionale, le esportazioni portoghesi stanno rivelando una forza sorprendente all’inizio di quest’anno a tal punto da poter diventare, in base alle previsioni del governo e del Banco de Portugal, il principale motore della ripresa economica sperata per quest’anno. All’origine della ripresa delle esportazioni c’è la conquista di clienti al di fuori dell’Unione europea, la frenata della caduta degli affari in Germania e, specialmente, la migliore performance di settori importanti come l’auto.
Fino a maggio le esportazioni sono cresciute del 10,5 per cento in termini nominali (non scontando l’effetto dell’aumento dei prezzi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In termini reali – e includendo i servizi – l’aumento delle esportazioni è stato del 7,2 per cento nel primo trimestre rispetto al periodo omologo dell’anno precedente. Tutti gli economisti concordano sul fatto che i problemi di competitività che sono stati responsabili della cattiva performance negli ultimi anni non si sono risolti così da un momento all’altro.
La spiegazione di questo aumento repentino delle esportazioni, che nel 2005 sono cresciute appena dello 0,9 per cento e che negli ultimi due anni hanno perso una quota annuale vicina al 5 per cento, potrebbe essere in primo luogo che il Portogallo sta beneficiando di una accelerazione forte della domanda estera. L’economia mondiale sta attraversando, dall’inizio dell’anno, un periodo di espansione e, in particolare, i mercati preferenziali del Portogallo, come la Spagna e la Germania, presentano tassi di crescita delle loro importazioni vicini al 10 per cento.
Oltre a ciò, settori con un peso molto elevato nelle esportazioni portoghesi – come l’abbigliamento, le calzature e l’automobile – sono riusciti ad attenuare, all’inizio di quest’anno, le forti cadute che hanno registrato negli ultimi anni. In base ai dati dell’Istituto nazionale di statistica portoghese fino ad aprile le esportazioni di abbigliamento sono diminuite del 4 per cento rispetto all’anno scorso, quelle di calzature del 5,7 per cento e quelle di automobili del 4,5 per cento.
I risultati sono preoccupanti anche se migliori di quelli conseguiti da quando il Portogallo ha iniziato a confrontarsi con una concorrenza più aggressiva dei paesi asiatici e dell’Est Europa. Comunque anche così questi due fattori non sono sufficienti per spiegare la crescita dell’8,4 per cento anticipata dal Banco de Portugal nelle esportazioni per tutto l’anno e, specialmente, il guadagno di quota di mercato dell’1 per cento implicito nella stessa proiezione. Dietro questa proiezione tanto positiva c’è, oltre i risultati conseguiti nei primi cinque mesi dell’anno, l’aspettativa di un comportamento più positivo nella seconda metà dell’anno in alcuni settori di attività.
Nonostante la minaccia che affronta il Portogallo con la delocalizzazione annunciata di alcune unità produttive importanti, il settore auto è uno dei principali motivi di ottimismo. La conferma dei dati positivi di produzione ed esportazione del nuovo modello della Autoeuropa, l’impresa più importante del settore, fa si che si anticipi una accelerazione delle vendite all’estero di questo tipo di beni.