Popolari, spuntano quattro cavalieri bianchi americani

7 Luglio 2016, di Daniele Chicca

ROMA (WSI) – A salvare le banche popolari Veneto Banca e Pop Vicenza potrebbero essere dei fondi americani. L’idea è quella di fondere le due banche. Nello staff della società che ne nascerebbe potrebbero sedere i due ex Segretari di Stato Usa Larry Summers e Timothy Geithner.

Per ora si tratta di una manifestazione di interesse, che potrebbe però trasformarsi presto in un’offerta concreta. A farsi avanti per acquistare in blocco i due gruppi dal fondo Atlante è un pool di quattro fondi Usa poco noti in Italia, ma di caratura internazionale.

Già a maggio i fondi di private equity Atlas Merchant Capital, Warburg Pincus e Centerbridge insieme all’hedge fund Baupost si erano fatti avanti per testare il terreno con Quaestio, la sgr che gestisce il fondo salva banche e conoscere le possibilità di entrare nel capitale della banca vicentina.

Dopo che il fondo Atlante ha salvato quasi il 100% di capitale anche di Veneto Banca (1 miliardo) dopo avere fatto lo stesso con Pop Vicenza (1,5 miliardi), gli investitori sono tornati alla carica con una proposta ancora più ambiziosa, in cui elencano minuziosamente tutti i vantaggi dell’operazione di fusione da loro sponsorizzata.

Rimane ancora da vedere se e come potrebbero venire incluse le sofferenze bancarie nell’operazione, che richiederebbe in ogni caso del tempo. Entrambi gli istituti sono ancora in piena fase di trasformazione e assestamento manageriale. Oggi l’assemblea di Pop Vicenza nominerà il nuovo consiglio di amministrazione. Presidente sarà Gianni Mion, il ruolo di vice spetterà a Salvatore Bragantini, mentre l’amministratore delegato (confermato) sarà Francesco Iorio.

AD Iorio contestato: “Vai a casa, due morti!”

L’intervento durante l’assemblea dell’AD è stato contestato da alcuni soci. Dalla platea della Fiera di Vicenza si sono levate delle grida: “Vai a casa”, “Due morti!”, con riferimento ai due azionisti che si sarebbero tolti la vita per la crisi della Banca vicentina. Nel suo intervento Iorio ha sottolineato che la “situazione è molto complessa” e ha cercato di rasserenare gli animi ricordando i contenuti della lettera inviata oggi dal presidente di Quaestio sgr ai soci in cui Alessandro Penati ricorda che “i vecchi soci potranno partecipare alla creazione di valore futura” della banca.

Come spiegava lo stesso Penati anche a giugno, “siamo lì per nominare un cda, indipendente al 100%, e appoggiarlo dall’esterno per fare la ristrutturazione prima possibile, trovare un partner e uscire nel giro di 18-24 mesi ma non è detto che ci possano essere delle sorprese, anche prima della fine dell’anno”.

Penati, il presidente della società che gestisce il fondo Atlante, ha voluto tranquillizzare i soci di Pop di Vicenza con una lettera in cui assicura che non ci sarà spezzatino e che la banca gode di uno dei livelli patrimoniali più alti d’Italia. Il chairman di Quaestio scrive che ora la banca è sicura e che si impegna a risanarla, perché i soci abbiano il diritto di acquisire le azioni a 0,10 euro “qualunque sarà in futuro il valore della banca”.

Il gruppo che controlla il 99,3% dell’istituto, secondo lui, ha acquistato Pop Vicenza da Atlante “a un prezzo elevato”. La partecipazione di Quaestio all’aumento di capitale ha permesso di scongiurare il ricorso al regime di bail-in.

Il Corriere della Sera descrive nel dettaglio chi si nasconde dietro ai quattro fondi che hanno manifestato il loro interesse: si tratta di “investitori internazionali molto rilevanti (Baupost con filosofia speculativa). Due di loro hanno ex segretari al Tesoro degli Stati Uniti nello staff di vertice: Timothy Geithner (2009-2013 con Barack Obama) in Warburg e Larry Summers (1999-2001 con Bill Clinton) in Atlas. Bob Diamond, fondatore di Atlas ed ex top manager della banca Barclays, è l’uomo che sta seguendo la «pratica veneta» per conto dei quattro fondi. Il progetto sarebbe già stato al centro di ripetuti contatti e colloqui con il numero uno di Quaestio sgr, Alessandro Penati, e con il manager-gestore Alessandro Potestà”.

Il quotidiano italiano ipotizza che all’origine dell’interesse per le popolari ci sia Arca sgr, posseduta da 12 banche Popolari con 28 miliardi di risparmio in gestione e una quota di mercato del 4%, scrive Il Corriere ricordando che in autunno del 2015 per acquistarla Atlas ha messo sul tavolo un miliardo di euro.

Alessandro Penati è il presidente di Quaestio Capital