Pop Vicenza chiede danni a Zonin. Bce: maxi multa

7 Aprile 2017, di Alessandra Caparello

VICENZA (WSI) – Passerà alla storia come uno dei fallimenti finanziari più grandi del dopoguerra e a scriverlo nero su bianco la banca Popolare di Vicenza nel lungo atto di citazione, circa 340 pagine, che ha presentato pochi giorni fa al tribunale di Venezia.

I nuovi vertici della banca capitanati da Fabrizio Viola hanno così mosso pesanti accuse contro l’ex board guidato in prima linea da Gianni Zonin, insieme  all’ex direttore generale Samuele Sorato e altri trenta tra consiglieri, sindaci e dirigenti. La Popolare, si legge nell’atto di citazione che riporta un articolo de Il Sole 24 ore, è stata demolita ed è finita in un quadro a dir poco drammatico.

“modus operandi…di inaudita gravità – riconducibile in primis all’ex direttore generale Samuele Sorato ma reso possibile anche da comportamenti e/o omissioni degli organi collegiali a loro volta improntati a inescusabile e gravissima negligenza”.

La richiesta di risarcimento danni

Son in particolare 32 gli esponenti aziendali in carica tra il 1 gennaio 2013 e il 31 maggio 2015, periodo che ha prodotto l’attuale drammatica situazione in cui versa la Bpvi nelle mani del fondo Atlante – come scrivono i legali nell’atto di citazione – costretta a ricorrere al salvataggio con i fondi statali dopo aver accumulato perdite per oltre 4 miliardi in quattro anni, e aver azzerato prima i 119 mila soci e poi gli 1,5 miliardi iniettati da Atlante un anno fa.

Tutti ora sono chiamati a rispondere per i danni, economici e reputazionali, che ha subito la banca andata in dissesto e che negli ultimi 3 anni ha accumulato perdite per 3 miliardi di euro. Al banco degli imputati spicca il nome di Gianni Zonin, vero e proprio dominus di Popolare di Vicenza, l’imprenditore vinicolo che ha chiesto al tribunale di accertare la correttezza della sua condotta. A finire sotto inchiesta il buco dei fondi esteri, il titolo e le compravendite, la politica del credito facile  e anche il capitale finanziario. Da qui la richiesta di risarcimento del nuovo board della banca pari a 1 miliardo e mezzo di euro, ma potrebbero salire a 2 con gli ulteriori fatti che si stanno definendo e quantificando.

La maxi multa dalla BCE

Anche la Bce abbia avviato un procedimento sanzionatorio contro la Popolare di Vicenza, pari a 34 milioni di euro, contestandole “un’erronea informazione al pubblico” in tema di “requisiti di fondi propri” nei rendiconti al 31 dicembre 2014 e al 31 marzo 2015. L’ex board, secondo la banca centrale guidata da Mario Draghi avrebbe “dovuto essere a conoscenza del fenomeno” del capitale finanziato con cui sono stati gonfiati gli indici patrimoniali e ne avrebbe dovuto dar conto nei bilanci.