Polizze vita dormienti: come evitare la mancata riscossione

15 Ottobre 2019, di Alessandra Caparello

Valida alternativa all’impiego dei propri risparmi – con rendimenti contenuti ma sicuri – o far fronte a eventi estremi sono i due motivi principali per cui è bene stipulare una polizza vita.

In Italia esistono diverse tipologie di polizze vita, da quelle intese come forme di investimento caratterizzate da un rendimento minimo garantito che possono essere connesse a fondi d’investimento senza garanzie finanziarie, alle polizze mirate esclusivamente a far fronte alle conseguenze della morte dell’assicurato. In tutte le tipologie di coperture assicurativa che si stipulano comunque si prevede al verificarsi di eventi legati alla vita umana, il pagamento di una somma assicurata.
Quando si verifica l’evento che dà luogo alla prestazione assicurata, il titolare, se in vita, o i beneficiari devono richiedere alla compagnia il pagamento delle somme assicurate, altrimenti la polizza resta presso la medesima compagnia in attesa di essere liquidata. Esiste quindi il rischio di dormienza, ossia che nessuno dei soggetti coinvolti si attivi per liquidare la polizza.

Polizze vita dormienti: cosa sono

E’ Federconsumatori in una guida on line che ricorda come se il contratto è scaduto e la polizza ha maturato un capitale, il titolare del contratto deve richiedere alla compagnia la liquidazione della somma assicurata. E’ il cliente che deve obbligare l’impresa di assicurazione a inviare al titolare un avviso di scadenza.
Può però accadere che il cliente non si attivi o che per vari motivi non sia rintracciabile. Nel caso poi di decesso dell’assicurato, che spesso coincide con il titolare della polizza, può accadere che i familiari del cliente non essendo a conoscenza dell’esistenza della polizza o della compagnia con la quale si è sottoscritta, non si  attivino per richiedere la somma assicurata.
Può anche accadere che la stessa compagnia non viene a conoscenza della morte dell’assicurato e quindi non si attivi per procedere alla liquidazione. In tutti questi casi è concreto il rischio che la polizza giaccia in attesa della riscossione e corre così il rischio di diventare una “polizza dormiente”.

E’ bene sapere che trascorsi dieci anni dall’evento – ossia la scadenza del contratto o il decesso dell’assicurato – le polizze si prescrivono e non possono più essere riscosse dai beneficiari.  Così le somme assicurate non richieste sono devolute dalle imprese assicuratrici a un apposito fondo del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il “Fondo Rapporti Dormienti” e non possono più rientrare nella disponibilità dei beneficiari.

Come evitare la “dormienza” della polizza

Per evitare che le polizze dormienti finiscano in questo fondo e non possano essere più riscosse, le compagnie di assicurazione, su richiesta dell’Ivass, si attivano con una serie di iniziative per facilitare la verifica dei decessi degli assicurati e l’identificazione dei beneficiari. Ma nel loro piccolo gli assicurati, per evitare la dormienza della polizza, possono mettere in pratica alcuni consigli che fornisce sempre Federconsumatori. Ecco quali sono:

  • Conserva la documentazione contrattuale
  • Informa dell’esistenza della polizza i tuoi cari o le altre persone interessate
  • Consegna ai familiari o alle altre persone interessate una copia della polizza
  • Avvisa sempre la compagnia di eventuali modifiche dell’indirizzo di residenza o del recapito della corrispondenza dei beneficiari
  • Su consiglio dell’IVASS designa specificamente i beneficiari con il nome e cognome e con i dati personali utili a rintracciarli
  • Nel caso si preferisca designare genericamente i beneficiari, informa una persona di fiducia su cosa fare in caso di decesso
  • Monitora periodicamente la posizione assicurativa e la designazione effettuata, anche attraverso l’area riservata sul sito internet della compagnia
  • Indica oltre ai beneficiari una terza persona alla quale la compagnia potrà rivolgersi
  • Se la presenza di una o più polizze presso una determinata compagnia sia nota ai beneficiari è bene rivolgersi all’intermediario assicurativo, alla banca o alla chiedendo informazioni per iscritto
  • Se sia nota la presenza di una o più polizze ma non sia nota la compagnia di riferimento, rivolgersi al “Servizio Ricerca Polizze Vita” di ANIA (Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici).