Polizze vita caso morte: cosa sono, cosa coprono e come sceglierla

17 Novembre 2021, di Alessandra Caparello

Strumento a metà strada tra la polizza assicurativa e lo strumento finanziario, le polizze vita sono sempre più in voga tra gli italiani anche a causa dello scoppio della pandemia.
Una precedente indagine che il portale Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat ha svelato che proprio tra le varie conseguenze indotte dalla pandemia troviamo i nuovi timori generati dal Covid, tanto che più di 7 italiani su 10, pari a oltre 30,7 milioni di individui, hanno dichiarato di aver sviluppato paure che non avevano prima.

Così per tutelarsi dalle incognite legate allo scoppio della pandemia, sono molti gli italiani che, nel corso dell’ultimo anno, hanno deciso di stipulare una copertura assicurativa. Nel 2021 sono circa 3,6 milioni gli italiani che hanno sottoscritto per la prima volta una polizza vita facendo arrivare ad oltre 16 milioni il numero totale di persone che la hanno.
Sul mercato sono presenti molti prodotti diversi tra loro tant’è che, come emerso dall’indagine realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale, meno di 1 rispondente su 2 (46%) ha stipulato una polizza vita per tutelare i propri cari in caso di morte dell’assicurato. Così una recente indagine di Facile.it secondo cui l’elenco dei prodotti in commercio è lungo e orientarsi non sempre è semplice.

Si tratta di prodotti particolarmente indicati per le famiglie che hanno un solo portatore di reddito, per i nuclei esposti a un debito importante, come un mutuo o un prestito o, anche, per coloro che decidono di tutelare i propri figli fino al raggiungimento dell’indipendenza economica», spiega Irene Giani BU Manager assicurazioni vita di Facile.it. «I costi, se confrontati con i benefici, sono tutt’altro che proibitivi, soprattutto per i giovani; un trentenne che sceglie di tutelarsi per 30 anni, con un capitale assicurato di 100.000 euro, può farlo spendendo meno di 10 euro al mese.

Considerando il crescente interesse fra i consumatori italiani (+27% nelle ricerche online di questi prodotti nel 2021 rispetto al 2020), il portale di comparazione prezzi ha messo a punto un breve vademecum con un focus su una delle polizze vita più note, quella “temporanea caso morte”. Si intende per tale la polizza che, a fronte della scomparsa prematura dell’assicurato, eroga ai beneficiari indicati nel contratto una somma di denaro predefinita.

Polizze vita caso morte: il vademecum

Per prima cosa, occorre prestare attenzione ai parametri. La polizza temporanea caso morte garantisce ai beneficiari una somma di denaro in caso di scomparsa prematura dell’assicurato.

Nella scelta della polizza, quindi, è fondamentale definire sia il capitale assicurato, che corrisponde all’importo erogato in caso di imprevisto, sia la durata della polizza, vale a dire il tempo per il quale si è coperti. Questi due parametri andranno a determinare il premio da versare alla compagnia; pertanto, se vogliamo tutelare i nostri cari durante gli anni di mutuo, inutile prevedere una polizza di durata maggiore rispetto a quella del finanziamento in essere.

Altro aspetto da considerare è il capitale costante o decrescente. Le polizze a capitale costante sono quelle che richiedono il pagamento di un premio fisso per tutta la durata della polizza, ma in caso di decesso garantiscono ai beneficiari un capitale fisso che non varia per tutta la durata della polizza. Nelle polizze a capitale decrescente, col passare del tempo diminuiscono sia le rate da pagare sia il capitale che verrà rimborsato in caso di imprevisto; ancora una volta, quindi, è fondamentale scegliere in base alle proprie reali necessità confrontando i diversi prodotti presenti sul mercato.

E’ utile sapere prima di stipulare una polizza che i fumatori pagano di più. Uno degli elementi che incide maggiormente sul costo della polizza è l’abitudine al fumo. Se si è fumatori è possibile subire una maggiorazione del premio che varia in base all’età anagrafica e che, in alcuni casi, può arrivare anche all’80%. La definizione di fumatore, però, non è univoca tra le compagnie: in alcuni casi è sufficiente aver fumato, anche sporadicamente, nei 24 mesi precedenti alla sottoscrizione del contratto, in altri si è considerati fumatori solo se si consumano più di 20 sigarette al giorno e, in altri ancora, rientrano nella categoria anche coloro che, pur avendo smesso, lo hanno fatto solo dopo consiglio medico a seguito di una patologia.

Non tutte le professioni sono compatibili con la polizza vita temporanea caso morte; piloti di aerei, collaudatori di veicoli e sommozzatori, ad esempio, generalmente non possono sottoscrivere questa tipologia di assicurazione o, comunque, non sono tutelati qualora il sinistro avvenga durante lo svolgimento del proprio lavoro. Attenzione, però, perché sono esclusi anche lavori decisamente più comuni: in alcuni casi, ad esempio, operai e muratori impiegati in contesti particolarmente pericolosi potrebbero non essere tutelati.

Molte compagnie assicurative inoltre non rimborsano il capitale nel caso in cui il sinistro mortale avvenga durante la pratica di attività sportive ritenute pericolose. Rientrano in questa categoria, ad esempio, la pratica di alpinismo, arrampicata libera, arti marziali, paracadutismo, lotta, pugilato, rugby, sci acrobatico e, più in generale, qualsiasi sport esercitato professionalmente.

Se vi sono malattie pregresse già note all’assicurato, l’assicurazione non è valida e per questo prima di attivare la polizza molte compagnie richiedono una visita medica che accerti lo stato di salute dell’assicurato. Alcune società consentono di sottoscrivere il prodotto anche senza una visita preventiva, ma attenzione perché in questo caso potrebbero esserci limiti alla somma riconosciuta in caso di sinistro.

È bene sapere che le polizze temporanee caso morte hanno un cosiddetto periodo di carenza; questo significa che l’assicurazione non entra in vigore nel momento in cui viene sottoscritto il contratto, ma solo dopo che sono trascorsi alcuni mesi dalla firma. Normalmente il periodo è pari a 6 mesi, ma in alcuni casi può arrivare addirittura a 12; durante questo lasso di tempo, in caso di sinistro non vi sarà alcun rimborso. Alcune compagnie offrono la possibilità di azzerare il periodo di carenza tramite apposita visita medica da effettuare prima della sottoscrizione.

Inoltre oltre alla copertura del caso morte, alcune compagnie offrono garanzie aggiuntive come, ad esempio, l’invalidità permanente, in modo da tutelare economicamente il beneficiario anche nel caso in cui l’assicurato perda la capacità di lavorare e, quindi, di produrre reddito. Altre compagnie, invece, prevedono la possibilità di avere un anticipo del capitale in caso di malattia grave dell’assicurato; altre ancora, infine, associano alla polizza programmi di prevenzione con check-up periodici gratuiti.

Infine è bene sapere che le polizze vita non sono sottoscrivibili da tutti: per farlo è necessario essere maggiorenni e spesso non è possibile acquistare il prodotto oltre una certa età, che può variare, a seconda della compagnia, tra i 65 e i 78 anni. È però possibile superare il limite anagrafico sottoscrivendo la copertura prima del raggiungimento dell’età massima; così facendo ci si può assicurare fino addirittura ad 85 anni. Da ultimo e non per importanza è utile sapere che le assicurazioni temporanee caso morte sono detraibili dall’Irpef nella misura del 19% del premio versato (fino ad un massimo di 530 euro complessivi, che diventano 750 euro se la polizza tutela persone con disabilità gravi).