POLITICA: IL GOVERNO BATTUTO DUE VOLTE DI SEGUITO ALLA CAMERA

11 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

L’Aula della Camera ha approvato pressoche’ all’unanimita’ la riforma della legge di Bilancio dello Stato e della Finanziaria. Il testo, passato con 467 a favore, nessun contrario e due astenuti, ora torna al Senato.

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Governo battuto due volte alla Camera sugli emendamenti al disegno di legge sulla riforma della contabilità pubblica. Con il parere contrario del viceministro all’Economia, Giuseppe Vegas, e del relatore, sono stati approvati due emendamenti del Pd e dell’Idv. Già in precedenza il Governo si era salvato per soli due voti.

E’ stata l’assenza dei rutelliani dall’Aula a salvare il governo: un emendamento di Linda Lanzillotta, che ha lasciato il Pd per andare con Francesco Rutelli, e che era stato fatto proprio dall’opposizione è stato infatti bocciato solo con due voti di scarto. Dall’Aula erano assenti i deputati vicini a Rutelli, impegnati nella conferenza stampa di presentazione di Alleanza per l’Italia.

Con l’emendamento dell’Idv, a prima firma Renato Cambursano, viene introdotto un raccordo tra i programmi di bilancio e la nomenclatura Cofog. Con l’altro emendamento, a firma Linda Lanzillotta e fatto proprio dal Pd, si punta a evidenziare il collegamento tra gli indicatori e i parametri che devono essere indicati negli stati di previsione e il sistema di indicatori ed obiettivi che la legge sulla trasparenza ed efficienza della P.A. assegna alle singole amministrazioni.

Il governo ha poi rischiato di andare sotto una terza volta: un emendamento dell’Idv all’articolo 39 del testo su cui c’era parere contrario dell’Esecutivo è stato respinto per un solo voto.

La Camera ha poi approvato la riforma della legge finanziaria. L’Aula ha votato il provvedimento con 467 voti favorevoli, due astenuti e nessun contrario. Il disegno di legge tornerà ora al Senato.

Con la riforma nasce un nuovo assetto dei documenti di bilancio: la legge di Stabilità che manda in soffitta la Finanziaria mentre, la Dfp, la Decisione di finanza pubblica, prende il posto del Dpef. Nel passaggio alla Camera sono state introdotte numerose novità, soprattutto durante l’esame in commissione Bilancio. Resta da completare la riforma dei regolamenti parlamentari per assicurare il ruolo delle Camere, anche per evitare in futuro manovre con il ricorso a decreti-legge, maxi-emendamenti e fiducie: procedura che ha afflitto le sessioni di bilancio delle ultime legislature. Una necessità sottolineata anche dal presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Tra le novità di Montecitorio: il miglioramento del coordinamento con il federalismo fiscale; la riscrittura della copertura per la legge di Stabilità e le leggi ordinarie di spesa; una rimodulazione dei tempi di presentazione dei documenti di bilancio; un congruo periodo di sperimentazione del passaggio al bilancio per sola cassa; la revisione della procedura di controllo parlamentare sui documenti di bilancio e la manovra con la scomparsa della Commissione bicamerale per la trasparenza dei conti pubblici, introdotta dal Senato e l’istituzione di una struttura unica di supporto tecnico.

Intanto al Senato manca il numero legale, dopo la ripresa delle votazioni sulla Finanziaria. In esame l’articolo 2 del provvedimento dopo che ieri è stato dato il via libera all’articolo 1. La seduta è stata sospesa per venti minuti per mancanza di numero legale. Sarcastico il commento di Anna Finocchiaro: «Questa solidissima maggioranza, che tanto sta facendo per il Paese, non ha il numero legale nel voto sulla legge Finanziaria? Evidentemente la passione per la manovra economica del ministro Tremonti li sta divorando…».

Pronta la replica di Francesco Casoli, vicepresidente dei senatori del Pdl: «La collega Finocchiaro, che frequenta da tanti anni le Aule parlamentari, dovrebbe sapere che un’unica mancanza del numero legale nel corso di una seduta è assolutamente episodica e priva di qualsiasi significato politico. Il Senato sta lavorando stamattina alacremente e se la Finocchiaro e il Pd si appigliano al nulla, per farne discendere valutazioni sconclusionate, vuol dire veramente che sono messi molto male».