POLITICA ESTERA, VISTA DA ROMA

2 Ottobre 2005, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Il centro di crisi, ormai da tre anni, e’ in Iraq, in Israele e Palestina, in Iran, in Afghanistan, ed anche nella Corea del Nord.

Iraq. La situazione non accenna a migliorare. Continuano quotidianamente gli attacchi sanguinosi degli insorti con dozzine di vittime, soprattutto militari e civili iracheni.
Dopo difficili negoziati, l’Assemblea, eletta il 30 gennaio 2005, ha approvato, a maggioranza e con l’opposizione dei sunniti, il progetto di Costituzione, che sara’ sottoposto a referendum il 15 ottobre 2005. Se il progetto sara’ approvato, il 31 dicembre avranno luogo le elezioni legislative.
Il Segretario di Stato della Santa Sede, Cardinale Angelo Sodano, ha dichiarato che restare in Iraq e’ un dovere.

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Israele e Palestina. Il 15 agosto 2005, dopo 38 anni, Israele si e’ ritirato dalla Striscia di Gaza ed ha smantellato i suoi ventuno insediamenti. L’abbandono e’ avvenuto rapidamente e senza la resistenza di migliaia di coloni.
Il Presidente israeliano Sharon ha dichiarato per la prima volta all’Assemblea dell’ONU che i palestinesi hanno diritto a un nuovo Stato.
Abu Mazen ha fissato per il 25 gennaio 2006 le elezioni legislative in Palestina, inizialmente previste per luglio e, poi, per settembre 2005.

Iran. Il nuovo Governo iraniano, istituito a seguito delle elezioni del 17 e 24 giugno 2005, ha respinto la proposta presentata dai Governi di Francia, Germania e Regno Unito, a nome dell’Unione Europea. Ha, quindi, deciso di cancellare la sospensione temporanea della attivita’ nel settore della produzione di uranio arricchito ed ha iniziato la trasformazione di uranio naturale in esafluoruro di uranio negli impianti di Isfahan.

Il Consiglio dei Governatori dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) delle Nazioni Unite ha approvato a maggioranza il 24 settembre 2005 (22 voti a favore; 1 contrario del Venezuela; 12 astenuti: tra questi Russia e Cina) una Risoluzione presentata dal Regno Unito, che rimprovera all’Iran di non aver rispettato il Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP), ma prende tempo fino a novembre per cercare una soluzione prima di un eventuale rinvio al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, come chiesto dagli Stati Uniti. La Cina e la Russia hanno dichiarato che si opporranno a sanzioni internazionali all’Iran. Questa situazione potrebbe essere molto pericolosa.

Corea del Nord. Dopo tredici mesi di stallo, sono ripresi a Pechino i negoziati con Stati Uniti, Cina, Giappone, Russia e Corea del Sud per indurre la Corea del Nord ad abbandonare il programma nucleare militare. Una dichiarazione comune e’ stata sottoscritta il 19 settembre 2005 con la quale la Corea del Nord pone fine al programma nucleare militare in corso, aderisce nuovamente al TNP e riapre le porte agli ispettori dell’AIEA.

I negoziati per un accordo formale riprenderanno in novembre. Importanti punti sono ancora da definire. In particolare, la Corea del Nord richiede preliminarmente la costruzione da parte degli Stati Uniti di una centrale nucleare per la produzione di elettricita’.

Afghanistan. Il 18 settembre 2005 hanno avuto luogo le elezioni del primo Parlamento afghano dal 1969 e di 34 Consigli provinciali. L’affluenza alle urne e’ stata buona, malgrado i tentativi della guerriglia di impedire la consultazione elettorale. La situazione generale continua ad essere precaria.

Giappone. L’11 settembre 2005 si sono tenute le elezioni legislative anticipate richieste dal Presidente Koizumi, che e’ stato confermato a larga maggioranza.

Germania. Dopo lo scioglimento anticipato del Parlamento, chiesto dal Governo Schröder, il 18 settembre 2005 hanno avuto luogo le elezioni legislative. Contro tutti i pronostici, il Partito cristiano democratico di Angela Merkel non ha ottenuto una chiara maggioranza (35 per cento e 225 seggi). Ha un solo punto di vantaggio sul Partito socialdemocratico di Schröder (34 per cento e 222 seggi). Forte l’affermazione dei liberali (10 per cento circa). La situazione politica in Germania e’, pertanto, incerta e sara’ difficile un risanamento dell’economia.

Regno Unito. Una serie di gravi attentati terroristici hanno colpito Londra il 7 luglio 2005. L’IRA il 28 luglio 2005 ha annunciato, insieme al Governo del Regno Unito, la decisione di rinunciare alla lotta armata. La tensione, tuttavia, continua.

G-8. Ha avuto luogo a Greneagles in Irlanda il 7, 8 e 9 luglio 2005 la riunione annuale del G-8.

Egitto. Il 7 settembre 2005 si sono tenute le prime elezioni presidenziali multipartitiche. Il generale Mubarak – al potere da 24 anni – e’ stato rieletto Presidente.

Nazioni Unite. L’Assemblea dell’ONU, in occasione del 60esimo anniversario della creazione, ha iniziato l’esame dell’attesa riforma dell’organizzazione, con la partecipazione di 175 Capi di Stato e di Governo. Il risultato, tuttavia, e’ deludente.
L’Italia, per ora, e’ riuscita ad evitare l’ingresso della Germania come membro permanente del Consiglio di Sicurezza. Ma il declassamento del nostro Paese, malgrado cio’, e’ dovuto al fatto che la Francia e il Regno Unito appoggiano la candidatura della Germania.

Contemporaneamente, questi tre Paesi continuano, in assenza dell’Italia, a negoziare il cruciale problema del programma nucleare dell’Iran.

Unione Europea. A seguito della crisi, provocata dall’esito negativo dei referendum in Francia e in Olanda sul Trattato costituzionale, tutto tace. Certamente, l’attivita’ dell’Unione procede.
Si parla sempre piu’ spesso di cooperazioni rafforzate, cioe’ di un’avanguardia di Paesi decisi a procedere in settori qualificanti, in particolare nel campo della politica estera e della difesa.
Ma la situazione politica incerta nei Paesi fondatori, cioe’ in Francia, Germania e Italia – dovuta alla salute di Chirac, al risultato delle elezioni anticipate in Germania e al fragile clima elettorale in Italia – rende particolarmente difficile qualsiasi iniziativa di rilancio europeo.

*ACHILLE ALBONETTI e’ Condirettore della Rivista “Affari Esteri”. E’ stato Consigliere economico della Rappresentanza italiana presso l’Organizzazione Europea per la Collaborazione Economica; Direttore di Gabinetto del Vicepresidente della Commissione Europea; Direttore per gli affari internazionali e gli studi economici del CNEN; Governatore per l’Italia dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica delle Nazioni Unite a Vienna; Presidente della Total italiana; Presidente dell’Unione Petrolifera.