Polemiche: puo’ Passera sfogarsi contro la classe dirigente italiana, di cui fa parte?

22 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(aggiornato) – Con problemi difficili come “la recessione” e “la mancanza di rispetto per le istituzioni” c’è una “fuga dalla responsabilità della classe dirigente”. E’ quanto afferma l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera in un’intervista a tutto campo sui problemi del Paese rilasciata al ‘Corriere della Sera’.

“Ora – mette in evidenza – dobbiamo tutti insieme rilanciare la crescita per creare occupazione, che è il tema più importante e in questo periodo più trascurato. Purtroppo l’Italia sta passando l’estate a parlare d’altro”.

Corrado Passera vede tanti elementi su cui ricostruire fiducia: “siamo – afferma – la terza economia, tra i settori che crescono di più ce ne sono alcuni nei quali eccelliamo: dall’automazione industriale al sistema-casa, dal sistema moda all’agribusiness. L’Italia dell’imprenditoria non è ferma. Molto più fermo è il sistema Paese. Sappiamo quello che c’è da fare ma continuiamo a non farlo: infrastrutture, formazione, meccanismi decisionali, giustizia…” .

“Parliamo – continua – di mancanza di risorse per realizzare opere indispensabili e tolleriamo centinaia di miliardi di evasione fiscale e sprechi di ogni genere negli 800 miliardi di spesa pubblica annuale”.

Sul federalismo, l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo commenta: “su alcuni temi, il localismo è controproducente”.

Mentre sul sistema bancario rileva: “la vere banche non temono le regole, anzi, le sollecitano. Personalmente sono favorevole anche ad aumentare la tassazione su talune rendite finanziarie, che in Italia sono troppo basse rispetto alla media europea, e a una tassa ragionevole sulle transazioni finanziarie”.

‘Ora piu’ che mai rigore fiscale e politiche per la crescita’ debbono trovare una sintesi per uscire dalla crisi’, dice Corrado Passera. Occorrono ‘finanze pubbliche piu’ solide ed economie piu’ competitive’ che esprimano ‘crescita sostenibile e creare nuova occupazione’, ha precisato Passera. ‘L’Italia e’ il Paese dove appare forse piu’ evidente che rigore e rilancio della spesa (soprattutto quella per gli investimenti) devono trovare una sintesi di mutuo rafforzamento’.

‘Le risorse per il rilancio degli investimenti e della crescita si possono infatti trovare solo attraverso uno sforzo di rigore volto a ridurre le considerevoli sacche di spesa improduttiva e l’enorme bacino di evasione fiscale’. Sul fronte della crisi non mancano ‘segnali positivi, ma c’e’ da affrontare ‘una pesante eredita”. Banche: ‘E’ fondamentale dare certezza agli operatori e al mercato.L’accordo dei giorni scorsi rappresenta sicuramente un passo positivo verso Basilea 3. Sono state introdotte modifiche importanti sulle proposte iniziali che rendono il ‘pacchetto’ meno recessivo di quanto si potesse temere all’inizio. Rimane da capire a quali livelli verranno alla fine fissati i nuovi parametri patrimoniali’.

Il nostro sistema fiscale andrebbe riequilibrato per tassare meno il lavoro e l’impresa e di più quei settori in cui il livello di tassazione è più basso. Lo ha sottolineato l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, dal Meeting di Rimini. “Nel ripensare al nostro sistema fiscale dobbiamo, con buon senso, trovare tutte quelle aree dove le tasse sono troppo basse. Ci sono attività dove le tasse sono troppo alte come il lavoro e l’impresa che sono eccessivamente tassate e altre attività che hanno spazio di armonizzazione a livello europeo con un innalzamento”. “Il capital gain o certi tipi di interessi su titoli, offrono questa possibilità”. Dunque per questo serve “una revisione del sistema fiscale per alleggerire lavoro e impresa e quindi crescita andando a trovare le attività che anche a livello Europeo sono meno tassate in Italia, credo sia doveroso farlo”.

La crisi economica pesera’ per anni sui bilanci delle banche, l’ha detto Corrado Passera, l’ad di Intesa Sanpaolo. Durante una conferenza stampa tenuta al Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, Passera ha rilevato che dopo 3,7 miliardi di perdite su crediti del 2009, anche quest’anno le perdite di Intesa Sanpaolo saranno elevate e per i prossimi anni le cifre saranno calanti ma sempre molto significative.