PODCAST: l’inflazione cresce e fa paura. Come proteggere i portafogli

14 Aprile 2021, di Redazione Wall Street Italia

I timori degli analisti e dei gestori circa un possibile aumento dell’inflazione si sono rilevati fondati. Nel mese di marzo l’inflazione Usa si è attestata al 2,6%, in crescita rispetto all’1,7 di febbraio. Il dato è di poco superiore alle le attese degli analisti che indicavano per i prezzi al consumo negli Usa un dato al 2,5%. Segnali di inflazione si sono visti anche in Giappone e nella zona euro.

Inflazione, perché fa paura agli investitori

In questo momento viste le aspettative di ripresa delle principali economie può sembrare un controsenso una eventuale reazione negativa delle borse ma in realtà potrebbero essere penalizzate. Vediamo perché.

L’aumento dell’inflazione preoccupa gestori e analisti perché potrebbe far cambiare la politica monetaria delle banche centrali che finora hanno immesso, attraverso i piani di quantitative easing, una mole immensa liquidità per sostenere le economie alle prese con la pandemia e che si è riversata in gran parte nei mercati azionari.

L’enorme liquidità ha favorito soprattutto i rialzi dei titoli tecnologici Usa che hanno raggiunto valutazioni stratosferiche e per le quali molti parlano di una nuova bolla.

Il rischio è che se viene meno questa liquidità, per questi titoli la corsa sia arrivata al capolinea, favorendo una flessione di tutti gli indici azionari nei quali sono ben rappresentati.

Secondo i gestori di Edmond De Rotschild un ritorno della volatilità delle previsioni d’inflazione sarebbe negativo in quanto percepito come il limite dell’esercizio al quale si sta dedicando attualmente la Fed. Visto il ruolo eccezionale svolto dalla Fed nel rimbalzo dei mercati da un anno questa parte, è importante che essa possa uscire da questa politica monetaria estremamente lassista al suo ritmo, e non accelerando sotto la pressione degli ultimi sviluppi.

Come proteggere i portafogli

Analisti e gestori sono concordi nell’affermare che a questo punto è arrivata l’ora di una rotazione settoriale che prevede di inserire in portafoglio titoli value in grado di beneficiare della ripresa dell’economia e di asset reali collegati alla dinamica dell’inflazione a scapito dei titoli growth che hanno già espresso gran parte del loro potenziale.