PMI: Unicredit, puntare su internazionalizzazione, export e nuovi mercati

2 Dicembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Internazionalizzazione, esportazione e scoperta di nuovi mercati più dinamici sono le grandi opportunità che le piccole imprese possono e devono cogliere per rilanciare l’economia del paese. Il settimo Rapporto sulle Piccole Imprese presentato oggi da Unicredit tasta il polso alla vitalità e reattività di quei circa 5 milioni di imprese con meno di 50 addetti attualmente operanti in Italia, e ne evidenzia le possibilità di crescita grazie alla ricerca di nuovi mercati. Nonostante tra aprile e maggio 2009 fossero emersi i primi segnali di ripresa per l’Italia, anche se in misura meno vivace rispetto agli altri Paesi, nel secondo semestre 2010 si osserva un rallentamento della ripresa, spiega L’Istituto. Le statistiche evidenziano peraltro il differente passo della domanda interna rispetto a quella estera: a fronte di ritmi contenuti di recupero per investimenti e consumi privati, le componenti dell’interscambio commerciale confermano invece il contributo positivo delle esportazioni nette. I risultati dell’indagine UniCredit sulla fiducia dei piccoli imprenditori effettuata tra giugno e settembre 2010 confermano il perdurare di una situazione di incertezza, legata probabilmente al protrarsi delle difficili condizioni che da più di un anno caratterizzano il contesto dell’economia globale. Rispetto al 2009, l’indice di fiducia sintetico scende di due punti, passando da 93 a 91. Dall’analisi emerge il ruolo chiave della domanda estera sia rispetto alla domanda interna del settore privato – che risulta debole a causa della scarsa crescita demografica e dei problemi connessi anche in termini di redistribuzione del reddito – sia rispetto alla componente pubblica, vincolata dalla necessità di risanamento del debito. Nel lungo periodo, la crescita dell’Italia dipende dunque dalla capacità delle aziende di conquistare quote di mercato crescenti a livello globale, soprattutto nei Paesi emergenti ad alto tasso di crescita. Dal confronto internazionale emerge come l’Italia sia ben posizionata dal punto di vista dello scambio di beni e servizi – siamo al settimo posto fra i paesi esportatori. Tuttavia, l’indagine conferma come i vincoli dimensionali comportino alcune criticità tra cui la polarizzazione su un numero limitato di mercati di sbocco, specie per gli operatori più recentemente affacciatisi sull’estero ( il 47,8% delle imprese opera su un solo mercato e il 21,8% su due). (segue)