PMI: Faissola, da gennaio scorso 8 mld di liquidità in più

2 Marzo 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Cresce, ma con minor intensità, il ricorso delle piccole e medie imprese all'”Avviso comune”, la procedura per sospendere i debiti a fronte di un possibile momento di difficoltà. È il quadro che emerge dagli ultimi dati sull’uso della sospensione. Da gennaio 2010 le piccole e medie imprese hanno potuto contare su 8miliardi in più di liquidità. Si tratta di 1 miliardo in più rispetto a dicembre 2009, quando il dato si era attestato a 7 miliardi. È quanto emerge dell’ultimo aggiornamento del monitoraggio, che fotografa l’utilizzo dell'”Avviso comune”, l’accordo siglato il 3 agosto alla presenza del Ministro dell’economia Giulio Tremonti, dall’ABI e dalle altre rappresentanze dell’Osservatorio permanente sui rapporti banche imprese. I dati ufficiali del monitoraggio segnalano che al 31 gennaio 2010 sono state 136.000 le domande delle imprese, per un controvalore complessivo di finanziamenti in essere di 42 miliardi di euro. Nella terza rilevazione, a dicembre 2009 le domande erano state circa 117.000, per un controvalore complessivo di finanziamenti di 37,3 miliardi di euro. Il sistema bancario ha analizzato 128.000 domande (40 miliardi di euro) con i seguenti risultati: è stato già accolto l’80% delle domande (99.000 pari a 31,6 miliardi), ancora in corso di esame 21.000 unità (7 miliardi), mentre solo il 2% non è stato accolto (2.700 per 650 milioni di valore). Il Presidente dell’ABI, Corrado Faissola, ha sottolineato che “le banche da gennaio hanno lasciato alla disponibilità delle imprese quasi 8 miliardi di euro relativi alle quote di capitale sospese”. Rispetto alle domande riferite alle singole branche di attività spiccano in particolare industria, commercio/alberghiero e altri servizi. L’analisi relativa alla distribuzione territoriale delle domande accolte, per sede legale dell’impresa richiedente, evidenzia che il 54,5% delle domande è riferito ad imprese residenti nel Nord Italia. La quota restante riguarda tutto il Centro Sud. Come evidenziato nei mesi scorsi, l’adesione delle banche all’Avviso comune, e quindi la volontà di sostenere ulteriormente il sistema delle imprese in questa difficile congiuntura, è stata massiccia: al 25 febbraio, le banche e intermediari finanziari che hanno aderito sono 584, pari a 33.555 sportelli (il 98,3% del totale sportelli presenti in Italia).