Più home delivery e qualità, come cambiano le abitudini di acquisto degli italiani

28 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

La pandemia non sembra essere stata sufficiente a modificare in modo rilevante le abitudini di acquisto degli italiani: Il 78% degli italiani continuerà a scegliere gli stessi punti di acquisto di prima del lockdown. Tuttavia, qualche cambiamento potrebbe consolidarsi nella routine di alcuni italiani: il 30% afferma che in futuro si farà consegnare la spesa a casa e il 26% che farà la spesa online.

È uno dei risultati della ricerca di Ainem (Associazione Italiana Neuromarketing) e Aida Partners (Agenzia di Comunicazione d’Impresa e Relazioni Pubbliche), intervistando un campione di 1.148 persone rappresentativo della popolazione italiana.

L’home delivery e la spesa online sembrano essere opzioni particolarmente gradite dalle generazioni più giovani (Millennials e Generazione Z). L’attrattività della “spesa online” ha un effetto molto maggiore su chi non frequentava i  supermercati/ipermercati prima della pandemia.

Non solo. Dall’indagine emerge inoltre che il 74% porrà più attenzione alla loro qualità, il 63% sceglierà i prodotti che sapranno comunicare il loro impegno nella sostenibilità e nella responsabilità.

“Le donne e la generazione Z – rileva Francesco Gallucci, Direttore Scientifico di Ainem – si distinguono per una maggiore consapevolezza in fase di acquisto. La scelta di prodotti di qualità e sostenibili insieme gli acquisti sostenuti dall’informazione sono considerati quali comportamenti antidoti della paura soprattutto per chi teme il contagio”.

Alessandro Paciello, Presidente di Aida Partners, sottolinea che “l’indagine in realtà conferma abitudini già in parte in atto prima dell’esplosione pandemica: la tendenza cioè a scegliere prodotti alimentari rassicuranti e a filiera corta, possibilmente Made in Italy e, perciò, anche più sostenibili. Questo trend ne è uscito rafforzato e accelerato, stando ai risultati, e dovremmo quindi aspettarci un consolidamento di quanto in atto anche nei prossimi mesi”.

Cosa emerge riguardo agli altri comportamenti futuri?

• I prodotti Made in Italy saranno considerati come prime scelte, il richiamo al noto e al familiare quali fattori di ricerca di conforto e di rassicurazione è evidente;

• I prodotti freschi saranno il principale orientamento degli italiani (54%) rispetto ad una quota marginale dei piatti pronti (1%).

Comunque, il 35% degli italiani dichiara che considererà entrambe le opzioni quali alternative equivalenti;

• parlando dei ristoranti, ancora chiusi nella fase 1, il dato della ricerca rileva alcuni orientamenti molto ben caratterizzati: il 52% ritiene che ridurrà la frequentazione dei ristoranti, a questi risponde il 46% degli italiani che invece non rinuncerà alle proprie abitudini e tornerà a frequentare come prima la ristorazione;

• una tendenza che la pandemia sta rafforzando è l’acquisto del cibo da asporto, opzione considerata attraente dal 26% degli italiani, soprattutto dalla generazione Z che si attesta al 46%;

• è alto il numero di italiani – il 78% – che dichiara che in futuro “cucinerà di più a casa”.