PIRELLI: QUALE LA STRATEGIA MIGLIORE?

9 Maggio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Pirelli continua a destare interesse tra gli investitori anche se il titolo si trova da mesi in un movimento laterale di consolidamento, compreso tra i €3,5 e i €4 e gli investitori rimangono in attesa delle mosse decisive.

L’attrattiva maggiore restano la solidità dei fondamentali, ma anche e soprattutto la posizione finanziaria con cui ha chiuso il 2000, positiva per €3.390 milioni contro il meno €121,6 milioni registrata nel 1999.

Come sarà impiegata questa grande liquidità è il tema più discusso anche perché la società e il titolo possono imboccare strade completamente diverse a seconda delle decisioni che prenderà il management della Bicocca.

Sulla società, che ieri ha presentato i dati del primo trimestre chiuso con un utile operativo di €134 milioni, in crescita del 38% rispetto allo stesso periodo del 2000, si scommette da mesi sull’ipotesi che possa acquistare il settore fibre ottiche dell’americana Lucent Technologies (LU) Ma sull’operazione non c’è uniformità di vedute e, soprattutto, pesa l’incognita del costo dell’acquisizione e di conseguenza l’eventuale utilità.

“Il settore cavi è strategico – commenta a WallStreetItalia Mario Spreafico, direttore degli investimenti della Popolare di Lodi-Fondicri – ma lo scenario generale sui semiconduttori è un po’ cambiato con i margini che si stanno riducendo e, di conseguenza, le strategie vanno ridefinite. Ma la cosa fondamentale è il prezzo”.

Secondo l’analista di una primaria Sim milanese che preferisce rimanere anonimo, “l’acquisizione in terra americana andrebbe nella giusta direzione e crediamo che tanta liquidità debba essere spesa nel settore cavi. Ma in tutto questo è fondamentale il prezzo dell’operazione”.

Richiama l’attenzione sulla variabile costi anche Donatella Principe, analista della Popolare di Vicenza, che ricorda come “Pirelli dovrebbe usare la leva del debito per rinforzarsi in un settore di cui è già co-leader con una fetta del mercato del 25%” e che quindi potrebbe non essere necessaria soprattutto se la richiesta degli americani dovesse essere particolarmente onerosa.

Per gli analisti esistono altre strade e intuiscono, nelle ultime operazione portate avanti da Tronchetti Provera, una possibile nuova strategia: “Sono rimasto molto colpito dalle ultime piccole acquisizioni – aggiunge Spreafico -che puntano alla fidelizzazione e alla creazione di nuove sinergie. Hanno iniziato a spizzico e bocconi in Italia con l’ingresso in e.Biscom e in Caltagirone editore e non escludo che possano continuare con l’acquisire altre piccole realtà. Ma anche i forti investimenti nella ricerca vanno nella giusta direzione e sono particolarmente apprezzabili. Il mercato teme le acquisizioni dal punto di vista industriale, non finanziario, ma al momento la strategia mi sembra corretta ed e.Biscom potrebbe essere solo un antipasto. Non mi sento di escludere l’ingresso in qualche municipalizzata”.

Per Donatella Principe “Pirelli non vuole modificare la sua struttura che vede il settore pneumatici influire sul 40% del fatturato. Però l’azienda si sta focalizzando sui prodotti a maggiore valore aggiunto per affrontare il rallentamento del settore auto”.

Sulle fibre ottiche “mantengono il loro know-how –aggiunge l’analista della Popolare di Vicenza – e puntano sulla tecnologia in possesso e la ricerca avanzata. L’ultima nata, la Pirelli Lab, presentata la scorsa settimana, è una divisione di ricerca ad alto valore aggiunto che conta d’andare in break-even del 2006”.

Per l’impiego del cash, suggerisce la Principe, ci sono anche altre strade oltre quella che porta alla Lucent: “Lo scambio azionario con e.Biscom è molto valido per la partnership strategica nel cablaggio a banda larga. La strategia potrebbe essere anche quella di spendere per acquisire società nella Silicon Valley, magari quelle piccole ad alto valore”.

La strategia di Pirelli “è positiva – aggiunge un analista della Sim milanese che preferisce rimanere anonimo – in particolare per l’innovazione tecnologica, sia nei cavi che nei pneumatici. La ristrutturazione è ormai in fase di completamento e Pirelli resta leader mondiale nel settore cavi-energie”.

Per il titolo non si attendono grossi movimenti e tutti gli analisti aspettano di vedere come Pirelli investirà gli oltre 6.000 miliardi di lire. “Sul titolo c’è una situazione di attesa – aggiunge un analista – e noi rimaniamo con un rating ‘Buy’ e un target a €4,5”.

Per Donatella Principe “ai prezzi attuali non ci saranno grossi movimenti sul titolo che proseguirà in un movimento laterale di consolidamento. Questo almeno finché non verrà impegnata la liquidità”.

Per l’analista della Popolare di Lodi “il titolo è molto indietro ed è abbastanza a buon mercato”.